Il Tirreno

Prato

la ripartenza

L’amara zona gialla dei ristoratori pratesi

Azelio Biagioni
Andrea Mazzetti de Le Barrique
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Andrea Mazzetti de Le Barrique

Tutti pronti a riaprire ma con proteste: «Il coprifuoco alle 22 non ha senso e non tutti possono mettere i tavoli fuori»

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PRATO. C’è la voglia per i ristoratori di tornare a lavorare e poter servire nuovamente ai tavoli la propria clientela che da tempo non può consumare il pasto ai tavoli dei locali. Da domani tutta la Toscana, Prato compresa, passa in zona gialla, quindi sarà possibile pranzare e cenare al ristorante, ma solo all’aperto, fino al primo giugno. Una decisione penalizzante per i gestori dei locali che non possono utilizzare, quindi, lo spazio interno. A questo si va ad aggiungere l’incognita meteo: la prossima settimana le previsioni non sono delle migliori. Inoltre, non piace aver lasciato il coprifuoco alle 22. Questo significa che i clienti dovranno cenare presto per rientrare prima delle dieci di sera.

Maurizio Gori è il titolare del ristorante “A casa Gori” in piazza Sant’Agostino. Da lunedì sarà sempre aperto a pranzo e cena, disponendo i tavoli nella piazza come ha sempre fatto durante la bella stagione. «Il problema – spiega – sarà la sera. Il coprifuoco alle 22 significa che le persone massimo alle 21,30 dovranno andare via, se abitano nelle vicinanze. Ma se qualcuno vive più lontano dovrà lasciare il locale anche prima, penso al tempo che ci vuole per arrivare alla macchina, poi il rientro a casa. Mentre per il pranzo i nostri clienti avranno tutto il tempo che vogliono, anche per rimanere a scambiare due chiacchiere in questa bellissima piazza».

Gori è critico per la decisione del governo di non consentire di consumare i pasti all’interno dei locali: «Come abbiamo fatto anche lo scorso anno – spiega – sarebbe stata mantenuta la distanza di sicurezza fra un tavolo e l’altro. Ma a quanto pare le scelte del governo non hanno tenuto conto di quanto la nostra categoria ha fatto». Si prepara ad accogliere i suoi clienti nel migliore dei modi il ristorante “Todo bien” di Roberto Riccio in via Settesoldi. «Lunedì apriremo come da decreto – spiega Riccio – I posti esterni saranno collocati in modo da garantire la distanza fra i tavoli. Ho fatto già arrivare delle piante per abbellire lo spazio dove servirò i miei clienti. Sono però indignato per le scelte del governo Draghi e per le decisioni sul fatto di poter far consumare i pasti solo all’esterno e con il coprifuoco alle 22. Tradotto, se dovesse vuol dire che non lavoro».

Spostandoci in corso Mazzoni, anche Andrea Mazzetti de “Le Barrique” è pronto per lunedì. «Tavoli fuori dal locale e distanziati – spiega – Faremo orario continuato da mezzogiorno fino alle 21,30 e poi nei prossimi giorni metteremo tavolini anche in piazza Duomo così come lo scorso anno per avere dei posti in più. Ormai - termina Mazzetti - mi sono abituato a gestire i vari Dpcm che ci riguardano da vicino, quindi tavoli con non più di quattro persone e se non sono conviventi devono stare distanziate fra loro. Inoltre, chiedo a tutti le generalità e un recapito telefonico per la tracciabilità».

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