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Texprint, la manifestazione si farà Accuse incrociate alla vigilia
Il Si Cobas polemizza con la Questura: «Ci vietano la scalinata». E la proprietà torna alla carica
prato. La manifestazione a sostegno dei lavoratori licenziati della Texprint si farà. L’appuntamento è per le 15 di oggi in piazza delle Carceri, ma la vigilia è stata agitata da altre frizioni. In particolare il sindacato Si Cobas, promotore della manifestazione che vorrebbe allargare il tema a quello più generale dello sfruttamento nel distretto tessile, polemizza con la Questura per le disposizioni di sicurezza, il divieto di sosta dalle 9 alle 21 e il possibile divieto di occupare la scalinata del Castello dell’Imperatore.
«Se si chiede a un pratese di immaginarsi una manifestazione – si legge in una nota del sindacato – sicuramente la immaginerà in piazza della Carceri. Con gli oratori sulle scalinate del castello e gli striscioni appesi alle ringhiere. Da che Prato è Prato, in piazza delle Carceri si manifesta così. D’altronde la bellezza di quella piazza sta proprio in quel “palco naturale”. Lo fanno i sindacati, i partiti, le associazioni, i commercianti, gli studenti. Ma per la Questura di Prato non lo dovranno i fare i lavoratori della Texprint e tutti coloro che domani (oggi per chi legge, ndr) scenderanno in piazza al loro fianco. Ieri alle 22,04 ci sono state notificate le prescrizioni alla manifestazione che “per motivi di ordine e sicurezza pubblica” dispongono il “divieto ad impegnare le pertinenze del Castello dell’Imperatore con particolare riferimento alle scale di accesso”. Quali siano i motivi di ordine e sicurezza non è dato saperlo. A differenza di sempre, inoltre, questa volta il Castello dell’Imperatore sarà anche chiuso ai visitatori causa Dpcm. Dopo le nostre immediate contestazioni la Questura ci aveva assicurato un passo indietro, convocandoci quest’oggi per la notifica di un nuovo atto in cui si acconsentiva a tenere il comizio sulle scalinate del Castello. Questa mattina in Questura, però, nessun atto formale e sostitutivo del divieto ci è stato consegnato. A detta dei funzionari dell’ordine pubblico, la scelta avverrà domani stesso in piazza e sarà comunicata oralmente da un funzionario sulla base di sconosciute valutazioni. Tutto questo avviene mentre invece il Comune di Prato ha formalizzato la disponibilità a fornire l’energia elettrica per l’evento... dallo stesso Castello dell’Imperatore!».
«Ma per quale motivo le scalinate del Castello, secondo la Questura, dovrebbero essere precluse a questi lavoratori? È per la loro tessera sindacale? O per la realtà vergognosa che denunciano? O perché continua a dare fastidio la loro sacrosanta battaglia per i diritti?».
E sempre alla vigilia della manifestazione la proprietà della stamperia Texprint torna alla carica, diffondendo una nota nella quale « conferma il massimo impegno per far accertare e dichiarare la illiceità delle condotte adottate dal sindacato e da alcuni lavoratori della società che da oltre tre mesi impediscono all’azienda e ai suoi dipendenti l’esercizio delle proprie attività produttive e commerciali, nel pieno rispetto delle norme vigenti e dei contratti di lavoro (come da sempre avvenuto), e in un contesto che tuteli la sicurezza dei medesimi».
«La società – spiega ancora la nota – ha intensificato l’invio di nuovo materiale probatorio ad integrazione delle numerose denunce presentate in Procura della Repubblica a Prato, affinché siano finalmente adottati i necessari provvedimenti a salvaguardia dell’impresa e della salute e sicurezza dei suoi dipendenti. Texprint, inoltre, ritiene che sussistano tutti i presupposti in fatto ed in diritto per provare, avanti al Tribunale del Lavoro, la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato a 13 dipendenti coinvolti, con i Si Cobas, nelle vicende in questione. Le affermazioni sulla durata del lavoro di 12 ore per 7 giorni sono false, calunniose e pretestuose. Per la maggior parte dell’anno la fabbrica è chiusa nel fine settimana e il lavoro nei weekend viene effettuato (per poche ore) soltanto durante poche settimane a stagione ed è sempre regolarmente retribuito come straordinario. I dipendenti lavorano già 5 giorni per 8 ore e godono delle ferie, dei permessi e delle tutele di legge in caso di malattia, nel pieno rispetto della normativa di legge e contrattuale». —
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