Il Tirreno

Prato

Ora è caccia al lasciapassare Benelli: «Verranno tutti da noi»

Paolo Nencioni
Ora è caccia al lasciapassare Benelli: «Verranno tutti da noi»

Certificati di guarigione: parla il segretario dei medici 

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prato. Dopo la telenovela dei vaccini, che è ancora in corso, potrebbe iniziarne un’altra. Il tema è quello del certificato che servirà per spostarsi da una regione all’altra con le imminenti riaperture, e tra i protagonisti ci saranno ancora una volta i medici di famiglia. A loro infatti il governo sembra affidare il compito di redigere il certificato di avvenuta guarigione dal Covid negli ultimi sei mesi. Questa è uno dei requisiti previsti dal governo per ottenere il via libera. Gli altri, in alternativa, sono l’aver completato il ciclo vaccinale o avere in mano un tampone negativo fatto nelle 48 ore precedenti. Ma è sul certificato di avvenuta guarigione che si addensano le maggiori incertezze.

«In mano non abbiamo ancora niente» spiega Alessandro Benelli, segretario provinciale dei medici di famiglia. Il problema è che non hanno in mano niente nemmeno molti tra le migliaia di pratesi che si sono ammalati di Covid, e sono guariti, negli ultimi sei mesi. «Noi medici di famiglia abbiamo sempre contestato al Dipartimento di prevenzione dell’Asl che non venisse data una copia cartacea dell’avvenuta guarigione o del tampone negativo – dice Benelli – Ai pazienti veniva detto che la documentazione sarebbe stata mandata al medico di famiglia, ma in realtà noi potevamo andare sulla piattaforma Sispc e verificare l’avvenuta guarigione dall’esito del tampone. Si badi bene, è un documento Excel non estraibile, non c’è nemmeno un Pdf. Quindi noi al limite possiamo solo attestare, non certificare, quello che vediamo». Si prevede che nei prossimi giorni arriverà una valanga di chiamate ai medici di famiglia da parte di chi ha bisogno del certificato. «Ormai siamo diventati una specie di Caf – scherza, ma non troppo, Benelli – Ci viene demandata una quantità di adempimenti burocratici che portano via un sacco di tempo».

Una lacuna simile a quella segnalata sui certificati di avvenuta guarigione si ripresenta per i vaccini. «Tutti coloro che sono stati vaccinati da noi medici di famiglia – spiega ancora Benelli – hanno ricevuto un certificato di vaccinazione, mentre chi è stato vaccinato dai medici dell’Asl (i cosiddetti “arcuriani” perché assunti col bando Arcuri, ndr) non ricevono il certificato. Alla fine verranno tutti a chiederlo a noi, e ci toccherà rientrare nella piattaforma per controllare posizione per posizione».

In realtà forse basterebbe che l’Asl andasse a ripescare tutte le posizioni di coloro che sono risultati positivi e poi sono guariti (tutte informazioni che dovrebbero essere presenti nei database delle aziende sanitarie) e poi spedisse il certificato agli interessati. Ma sembra una soluzione troppo semplice perché possa essere adottata. —

Paolo Nencioni

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