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Daspo di sette anni: l'invasione di campo è costata cara a un tifoso del Prato

Vezio Trifoni
Una partita del Prato di questo campionato (foto d'archivio)
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Una partita del Prato di questo campionato (foto d'archivio)

L'uomo, 33 anni, aveva già subìto provvedimenti simili nel 2006 e 2010. L'ultimo episodio è avvenuto domenica scorsa durante la partita col Sasso Marconi

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PRATO. L’invasione di campo di domenica scorsa nel secondo tempo della partita casalinga del Prato a Montemurlo con il Sasso Marconi, è costata cara al Prato e al tifoso, perché il giudice sportivo ha multato con 1.000 euro la società laniera. Un secondo provvedimento è stato notificato dalla questura nei confronti del tifoso: un daspo aggravato della durata di sette anni e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due anni. Il tifoso, un pratese di 33 anni, era già gravato da precedenti specifici, tra cui due divieti di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive che risalgono al 2006 e 2010. L’uomo oltre ad invadere il campo ha brandito un’asta e inveito all’indirizzo dei calciatori. La misura , oltre a precludergli l’accesso negli impianti per sette anni, lo obbligherà per i prossimi due a presentarsi in questura in concomitanza delle gare interne ed esterne del Prato calcio per la verifica del rispetto della misura imposta.

La regular season di serie D si ferma e verranno giocati solo i recuperi e il Prato tornerà in campo domenica 2 maggio per giocare il match rinviato con la Correggese. I biancazzurri non vincono dallo scorso 28 febbraio (0-2 sul campo del Progresso) e da allora sono arrivate quattro sconfitte consecutive e due pareggi, l’ultimo deludente in casa con il Sasso Marconi. La squadra è scivolata in classifica ed ora è fuori dalla zona playoff, ultimo platonico obiettivo rimasto anche se mister Firicano ha chiosato di guardarsi anche alle spalle. «Noi non abbiamo mollato e ci impegniamo sempre al massimo – spiega il difensore Antonio Tognarelli – stiamo attraversando un periodo negativo e non riusciamo ad uscire da questo tunnel. Dobbiamo ritrovare energie e la concentrazione giusta per cambiare questo trend. Ci stiamo provando ma finora non abbiamo raccolto i frutti». Un Prato che si è smarrito e che alle prime difficoltà sembra non saper reagire. «Da quando abbiamo perso di vista l’obbiettivo che ci eravamo prefissi ci siamo smarriti – continua l’analisi di Tognarelli – forse anche mentalmente si è rotto qualcosa e le difficoltà sembrano più grandi e insuperabili. Difficile capire le cause precise altrimenti avremmo rimediato, ma posso assicurare che il gruppo non ha mollato perchè a nessuno piace fare brutte figure».

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