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Prato

ripartenza

Suolo pubblico gratis ai locali. L’ira dei ristoratori: «E se piove?»

Azelio Biagioni
Il Caffè delle Logge ha già messo fuori i tavolini
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Il Caffè delle Logge ha già messo fuori i tavolini

Il Comune ha rinnovato le misure introdotte l’anno scorso con la concessione pubblica temporanea del suolo, ma i commercianti sono scontenti

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PRATO. Anche quest’anno il Comune dà la concessione gratuita temporanea di suolo pubblico per bar e ristoranti che potranno quindi mettere, nei pressi dei loro locali, tavolini, sedie e ombrelloni. Vengono, dunque, confermate le regole del 2020 che prevedevano l’ampliamento della concessione di suolo pubblico per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, che permetterà di posizionare tavolini e sedie all’aperto. L’amministrazione comunale viene così incontro alle esigenze degli esercenti gravati dalla crisi legata alla pandemia e a tante chiusure delle loro attività. «I proprietari di bar, ristoranti e piccoli negozi sono le categorie più in difficoltà – dice l’assessore alle attività produttive Benedetta Squittieri – E il modo per aiutarli è farli lavorare. Quindi vanno individuate, il prima possibile, le soluzioni perché siano nelle condizioni di poterlo fare». Nell’auspicata zona gialla, dal 26 aprile fino al 31 maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. E il Comune dà la possibilità dal 26 aprile al 31 dicembre ai locali di somministrazione di alimenti e bevande di poter occupare una porzione di suolo pubblico all’aperto: massimo 90 metri quadrati in centro, 120 fuori dalle mura cittadine (anche dal lato opposto della strada di dove è ubicata la loro attività ma in questo caso esclusivamente in Apu, Ztl, e nelle zone a velocità ridotta a 30 chilometri l’ora e sempre lasciando il passaggio per i mezzi di soccorso).

«Per far sì che non si venissero a creare ingolfamenti con le richieste – spiega Squittieri – abbiamo automaticamente rinnovato le 87 domande che ci erano pervenute lo scorso anno. La Sori comunicherà il rinnovo d’ufficio ai diretti interessati con una pec. Chi invece non lo avesse ancora fatto può presentare la domanda on line tramite la Sori. E varrà la regola del silenzio assenso, ovvero se non ci sarà risposta entro dieci giorni quel locale potrà mettere tavolini e sedie fuori dal proprio esercizio». I dettagli sono stati spiegati dall’assessore Squittieri insieme all’assessore alle politiche dei parcheggi Flora Leoni. «Ci potranno essere possibilità di limitare gli spazi in particolari manifestazioni – specifica Squittieri – Penso a piazza Duomo in occasione del settembre pratese». Il Comune effettuerà un’ordinanza unica contenente tutte le indicazioni per ogni concessione e verrà rilasciata una concessione con validità h 24 sette giorni su sette (anche per chi aveva autorizzazioni solo per alcuni giorni o per alcune fasce orarie). Tornerà, poi, anche la pedonalizzazione di alcune strade del centro storico: dal 1° giugno al 30 settembre. Per quanto riguarda l’orario questo andrà deciso in seguito ai decreti in tema di emergenza Covid. Inoltre, dato che per quanti vivono in centro storico verranno a ridursi il numero di posti auto, il Comune prevede, come per il 2020, la possibilità per i residenti e domiciliati di parcheggiare anche in altri spazi appena fuori dal centro senza dover pagare la sosta.

Il presidente Fiepet Confesercenti Prato, Renzo Bellandi, apprezza l’iniziativa del Comune. «Sempre sensibile alle nostre richieste – dice – Ma non posso dirmi altrettanto soddisfatto per le scelte del Governo che dovrebbe dare più ascolto alle categorie economiche. Infatti – aggiunge Bellandi – Solo meno della metà delle attività può riaprire al pubblico. Dopo un anno gli esercenti si aspettavano una riapertura basata su dei protocolli e non su limitazioni che rischiano di separare chi ha la possibilità di uno spazio esterno da chi non ce l’ha». Bellandi termina facendo un esempio pratico: «Se piove? Tradotto, per un ristorante che ha tavoli all’aperto, vuol dire niente lavoro». Critico sulle decisioni del Governo anche Tommaso Gei, presidente Fipe-Confcommercio Prato. «Il 26 aprile? Nessuna reale riapertura per la ristorazione – tuona – Le misure introdotte dal Governo nel nuovo decreto sono decisamente una non-risposta alle nostre richieste e non danno il via ad alcuna ripartenza. Si tratta del provvedimento più deludente dall’inizio della crisi epidemiologica».
 

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