Sicurezza
Ha un'emeroteca con tonnellate di giornali ma ora dovrà disfarsene
L’appello di Fulvio Silvestrini, fondatore dell’associazione Gabbiano Jonatha: “Il proprietario ha bisogno del capannone dove tengo la collezione, è un patrimonio che deve essere salvato”
PRATO. A occhio, ci vorrebbero almeno uno o due container per mettere al riparo gli articoli di giornale e riviste raccolti ogni giorno in oltre quindici anni. Tutti articoli su temi specifici che vanno da quelli ambientali a quelli etici, alla politica, ma soprattutto alla condivisione. È quanto Fulvio Silvestrini, fondatore e ancora presidente dell'associazione "Gabbiano Jonathan" vorrebbe preservare dall’età dei "barbari", come direbbe Alessandro Baricco. Un’impresa titanica quella di Silvestrini, soprattutto adesso in tempi di digitalizzazione e di regole ferree sulla sicurezza antincendio degli immobili. Ma Fulvio Silvestrini l’appello lo ha lanciato la settimana scorsa. Un appello accorato per salvare un patrimonio letto e messo da parte ogni giorno per tanti anni e, per pochi giorni ancora, al riparo in un capannone nella zona di San Giusto.
«La proprietà del capannone è stata generosa per anni a darmi la possibilità di tenere lì tante scatole con tanti articoli di riviste e quotidiani. Da anni mi ha concesso un comodato gratuito, ma adesso la proprietà deve riprendersi il capannone per la necessità di fare dei lavori. E tutto quel materiale va tolto, ma senza l'aiuto della comunità non so come poterlo fare», dice il presidente del "Gabbiano Jonathan". Fulvio Silvestrini oggi ha quasi 81 anni, «una salute che zoppica» come dice lui stesso, e di fronte all'ipotesi di vedere mandare al macero anni di lavoro certosino, si è messo a bussare a amici e compagni di viaggio.
Maila Ermini, titolare del Teatro la Baracca, è una di queste: «Fulvio si è rivolto a me qualche giorno fa per vedere come risolvere la situazione. C’è molto materiale, andrebbe forse selezionato anche prima e comunque resta il problema che essendo carta è anche difficilmente collocabile. Cerco di dare una mano anche se in questo periodo così difficile per molti, e soprattutto per noi del teatro e lo spettacolo, ammetto che sia davvero complicato trovare una soluzione».
Dentro una quantità innumerevole di scatoloni, Silvestrini negli anni ha raccolto articoli di ogni genere divisi per tema e genere. «La parola ha una potenza incredibile. Permette la condivisione, di conoscere, capire, riflettere, cambiare – dice ancora Silvestrini – facciamo che tutto questo patrimonio non diventi riciclo». Silvestrini si è rivolto anche all'Arci provinciale. «È una grande quantità di materiale ed è difficile anche per noi pensare a come poter aiutare in modo concreto in pochi giorni», confessa Enrico Cavaciocchi, presidente provinciale Arci.
La questione di vita o di morte di tutta questa raccolta ha tempi contati. Ai primi di maggio la proprietà del capannone dovrà liberare gli spazi e Silvestrini non si dà pace. Alla vicenda si sta interessando anche l’assessore Valerio Barberis che non nega le difficoltà: «Oggi che viene tutto digitalizzato, e poi ci mangeremo le mani di questo, in così poco tempo è tremendamente difficile trovare riparo a questo materiale e poter lavorare ad una sua selezione». Forse, ci vorrebbero davvero dei container con tutte le sicurezze del caso.
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