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Divieti di sosta per la manifestazione, si arrabbiano i negozianti
Dura nota della Confcommercio sull'ordinanza che toglie i parcheggi dalle 9 alle 21 di sabato 24 intorno a piazza delle Carceri. E il Si Cobas gli dà ragione: "Non c'è nessun motivo di sicurezza per vietare il parcheggio"
PRATO. L'ordinanza del Comune che vieta la sosta delle auto sabato 24 dalle 9 alle 21 in concomitanza con una manifestazione sindacale in piazza Santa Maria delle Carceri ha fatto arrabbiare la Confcommercio. “Impensabile vietare la sosta per l’intera giornata di sabato in un’area del centro storico - si legge in una nota dell'associazione di categoria - Manifestare è un diritto di tutti e non contestiamo lo svolgimento dell’azione in sé ma non possiamo accettare che questo comporti la perdita di posti auto".
La manifestazione è quella indetta per le 15 di sabato dal sindacato Si Cobas a sostegno della vertenza che oppone 18 operai della stamperia Texprint di via Sabadell (ora licenziati) ai vertici dell'azienda. Gli operai chiedono il rispetto del contratto nazionale di lavoro con lo slogan "8x5": otto ore per cinque giorni alla settimana.
L'ordinanza del Comune istituisce il divieto di sosta dalle 9 alle 21 nella zona circostante alla piazza (via Dante, via San Giovanni, via della Fortezza, via del Ceppo Vecchio, via San Bonaventura). “Apprendiamo solo oggi la decisione presa dall’Amministrazione comunale – su richiesta della Questura di Prato – di vietare la sosta nei dintorni di piazza delle Carceri per motivi di sicurezza nella giornata di sabato - scrive la Confcommercio - Ciò significa togliere posti auto a possibili frequentatori del centro e rischiare un congestionamento del traffico nelle altre vie. Certo, ci sono altri parcheggi, ma in un momento così complesso come quello che stiamo vivendo, introdurre limitazioni alla fruizione del cuore della città ci appare illogico. Per di più tale divieto coinvolge le vie nei dintorni di piazza delle Carceri per 12 ore, coinvolgendo anche la fascia della mattina, libera dallo svolgimento di manifestazioni".
"I negozi e le attività sono riaperti da pochi giorni - ricordano i commercianti - e non lavorano da mesi, una simile decisione penalizza tutte le imprese che – non ci dovrebbe essere bisogno di ribadirlo – sono allo stremo. Se non remiamo tutti nella stessa direzione, è impossibile riuscire a rialzare la testa dalla crisi economica e sociale generata dalla pandemia. Per questo richiediamo alle Istituzioni di valutare lo spostamento della manifestazione in un’area che abbia un impatto meno critico sulla frequentazione delle attività commerciali del centro storico. Ciò significherebbe non solo tutelare tutti ma anche sostenere l’economia della città e le sue imprese”.
In una nota lo stesso sindacato Si Cobas dà ragione ai negozianti. "Gli esercenti - si legge nella nota - fanno bene ad essere arrabbiati per il divieto di sosta intorno a piazza delle Carceri disposto dalla Questura. Non c'è nessun “motivo di sicurezza” che può giustificare una scelta del genere. Abbiamo appreso inoltre che i bar della piazza hanno ricevuto la “visita” della Questura che li ha invitati a non tenere fuori dai locali tavolini, sedie o oggetti che “potrebbero volare” paventando un pericolo “scontri” che non esiste. Quella di sabato infatti sarà una manifestazione pacifica, aperta alla cittadinanza di tutte le età".
"I commercianti sono una delle categorie più colpite da questa lunga crisi sanitaria - aggiunge il sindacato - Provare a mettere lavoratori di bar e ristoranti contro operai del distretto tessile è una brutta operazione di “guerra tra poveri” a cui noi non vogliamo stare. Ai commercianti diciamo: nulla da temere per sabato, solo più consumazioni che arriveranno dai manifestanti (nonostante la penalizzazione dei divieti di sosta)".
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