Italia
Gli ambulanti si sentono beffati: «A noi né aiuti, né aperture»
La Confesercenti: «Perché è consentito vendere biancheria e articoli per bambini solo nei negozi?». Hanno scritto al prefetto: «Dia il via libera ai mercati rionali»
PRATO. Il suo mercato del martedì ieri l’ha fatto, quello a Casale. Ma Paolo Marchese, presidente di Anva Confesercenti, era da solo. Lui e il suo furgone della rosticceria perché con il cibo si può lavorare. Lui che rappresenta la voce degli ambulanti, quelli che vorrebbero tornare al lavoro, tanto da portarla fino alla Prefettura con tanto di richiesta formale indirizzata alla rappresentante del governo Adriana Cogode. I suoi colleghi, infatti, sono stati beffati due volte. Dalle restrizioni imposte dal Covid e da una normativa nazionale che permette di lavorare in zona rossa solo ai commercianti di biancheria e articoli per bambini con un negozio ma non chi ha una bancarella all’aperto.
«Chiediamo che possano riaprire almeno i piccoli mercati rionali e, al mercato centrale, almeno le attività che vengono consentite nel commercio al dettaglio come la vendita di articoli da bambini e biancheria – tuona Marchese – Dalla Prefettura per ora nessuna risposta». Pistoia docet. Lì di recente è esplosa la rabbia degli operatori ambulanti con una rivendicazione in piazza giunta fino a Firenze e con le richieste di apertura finite sul tavolo della Prefettura di Pistoia. Un precedente si è creato in alcune zone dell’Emilia Romagna dove, ad esempio, due locali Prefetture hanno autorizzato una deroga ai mercati. Se n’è discusso venerdì durante un incontro tra le associazioni di categoria, il sindaco Matteo Biffoni e l’assessora alle attività produttive Benedetta Squittieri.
«Sul tema bisogna capire se esistono margini per eventuali deroghe», dice Squittieri che ricorda come il Comune abbia spese salate per contingentare gli accessi alle bancarelle. Nel 2020 un’edizione straordinaria del mercato in piazza Mercatale gli costò 11mila euro. Intanto gli ambulanti di Anva Confesercenti fanno la voce grossa contro il Comune colpevole a loro dire di averli esclusi dal bando dei sostegni per le attività che hanno perso fatturato nel 2020. «Chiediamo il motivo di questa esclusione e, francamente, rimane difficile dare una risposta – lamenta Marchese – Anche noi siamo commercianti che soffrono come gli altri e crediamo normale poter accedere a questo stanziamento straordinario. Ci sentiamo discriminati e per questo chiediamo con forza pari dignità, di fruire delle risorse che il Comune ha messo a disposizione». Dal canto suo, il Comune non chiude la porta. «Non si esclude un intervento successivo», chiosa Squittieri che venerdì incontrerà nuovamente Anva Confesercenti.
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