Il dolore
Omicidio Lepore, Capasso resta in carcere
Il Tribunale di Santo Domingo ha respinto il ricorso del pratese fermato con l’accusa di aver avuto un ruolo nell’assassinio
PRATO. Resta in carcere Jacopo Capasso, il pratese fermato lo scorso 22 gennaio a Santo Domingo con l’accusa di aver avuto un ruolo nell’omicidio di Claudia Lepore, la donna originaria di Carpi il cui cadavere era stato trovato due giorni prima nel frigorifero della sua abitazione di Bavaro, sulla punta orientale della Repubblica Dominicana.
Lo rendono noto gli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti, che assistono la famiglia della vittima. «Si è celebrato presso il tribunale superiore delle libertà dominicano il primo dei due giudizi di impugnazione relativi all’applicazione della misura cautelare in carcere a carico di Jacopo Capasso – si legge nella nota di Aimi e Giusti – indagato quale mandante del brutale assassinio della carpigiana Claudia Lepore, insieme all’altra italiana, Ilaria Benati, che vedrà esaminato prossimamente il suo ricorso. Per il Tribunale il quadro probatorio è risultato solido e Capasso rimarrà dunque in carcere. Soddisfazione per i familiari e per la difesa di Claudia Lepore, per l’esito molto favorevole».
«Il processo sta evidenziando ciò che avevamo sostenuto fin dall’inizio – sottolineano Aimi e Giusti – vale a dire che le indagini portano tutte verso una verità inquietante: quella di un delitto orrendo e premeditato con particolare lucidità. Riceveremo a breve, dai nostri corrispondenti, la motivazione che riteniamo utile anche per una prognosi sull’altra udienza, quella che riguarda Ilaria Benati. Ancora presto per esprimere un sentimento di piena soddisfazione, sappiamo quali sorprese riservano i processi penali ma, ora, il quadro si fa più nitido. Siamo ovviamente particolarmente interessati anche a conoscere l’integrale contenuto del comparto probatorio emerso dall’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Higuey».
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