Toscana
Covid, i contagi restano al livello di guardia Biffoni chiude sette giardini fino a lunedì
L’epidemia fa un’altra vittima a Vernio. Più controlli dell’Asl nelle fabbriche. Restano aperti Cascine ed ex Ippodomo
prato. Sono in aumento rispetto al giorno prima i nuovi casi di positività al coronavirus in provincia di Prato, ma per fortuna si registra una sola vittima (una donna di 86 anni residente a Vernio) dopo le otto tra mercoledì e giovedì, stando al bollettino quotidiano della Regione sull'epidemia. I nuovi casi sono 169 (il giorno prima erano 158) e portano il totale dall'inizio della pandemia a 17.664, mentre il totale dei decessi sale a 419. Nel dettaglio si contano 120 casi a Prato, 4 a Cantagallo, 14 a Carmignano, 10 a Montemurlo, 9 a Poggio a Caiano, 6 a Vaiano e 5 a Vernio. Tra i positivi ci sono una ventina di stranieri, di cui una dozzina di origini cinesi.
Sono 1.119 i contagiati in provincia di Prato nell'ultima settimana, una cifra che porta l'incidenza settimanale dei casi in rapporto alla popolazione a 433 ogni centomila residenti, ancora ben al di sopra della soglia dei 250 casi che fanno scattare la zona rossa.
All'ospedale Santo Stefano risultano occupati tutti i 176 posti letto dell'area Covid, mentre in Terapia intensiva Covid sono occupati 17 posti sui 20 disponibili.
E proprio il perdurare dei contagi ha convinto il sindaco Matteo Biffoni a ordinare da oggi fino a lunedì la chiusura di sette giardini, lasciando aperti il parco delle Cascine di Tavola e l’ex Ippodromo. Rimarranno chiusi il giardino di via Colombo e quelli di via Padre Giuliani, iani, via Marchini, via Sant’Antonio (la Passerella), via Sant’Orsola, il giardino Elisabetta e l’Anfiteatro di Santa Lucia.
Resta inoltre in vigore fino al perdurare della zona rossa l'ordinanza che predispone la chiusura del parco Giocagiò, del playground di via Vulcano e del playground di via Colombo.
In questo fine settimana e nel giorno di Pasquetta saranno intensificati i controlli della polizia municipale per verificare il rispetto delle norme anti-Covid. Saranno dieci le pattuglie dedicate al controllo del territorio. «Uscire di casa, fare una passeggiata rispettando le norme è possibile ed è anche giusto farlo – dice Biffoni – Basta usare intelligenza e senso civico, senza assembramenti, pic nic, consumazione di bevande e cibo all'aperto in gruppo. Nei prossimi giorni intensificheremo i controlli soprattutto nelle aree verdi, lungo le ciclabili e in tutte quelle zone che quotidianamente ci vengono segnalate dai cittadini».
Parlando all’inaugurazione del bancomat in piazza Duomo, il sindaco ha commentato anche il caso vaccini.
«Mi preoccupano i contagi – ha detto – e mi tormenta la difficoltà della tenuta sanitaria del sistema. Questo stop & go (dei vaccini, ndr) ci mette davvero in difficoltà. Con chi devo parlare? Con le case farmaceutiche, la Von der Leyen, Draghi, Conte, Giani? Ditemelo voi. Quello che conta è che arrivino i vaccini per tutte le categorie, dai più anziani a scendere, la sfida è questa».
Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl ha deciso di intensificare i controlli dentro le aziende, nella convinzione che tanti contagi arrivino proprio da lì.
«Le zone della Toscana che patiscono sono quelle a più alta densità abitativa e dove ci sono tante aziende e la gente si muove per lavoro, si sposta» dice Biffoni, che però non crede che si debba andare verso un lockdown più severo: «Ho delle perplessità che adesso si possa fare una scelta del genere di chiudere tutto, ma basta stop & go sui vaccini».
A proposito di vaccini, ieri pomeriggio, dopo tre giorni, nel portale della Regione è stato di nuovo possibile prenotare le vaccinazioni per i nati dal 1941 al 1951, per il personale scolastico e per le forze dell’ordine, anche al Centro Covid Pegaso di via Galcianese.
Sono ancora moltissimi, nonostante le rassicurazioni della Regione, gli over 80 che non hanno ricevuto nemmeno la prima dose del Pfizer, e molti anche i soggetti fragili in attesa della chiamata.
Fino a ieri in provincia di Prato risultavano vaccinate con la prima dose 26.861 persone, mentre il richiamo finora è toccato a 11.873 persone, un numero evidentemente insufficiente dopo tre mesi di campagna vaccinale. —
P.N. - V.T.
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