La Texprint licenzia i 18 lavoratori in sciopero da gennaio
Le lettere sono arrivate alla vigilia dell'udienza davanti al giudice del lavoro. L'azienda rinuncia al ricorso contro lo sciopero e il sindacato indice un'altra manifestazione
PRATO. La proprietà della stamperia Texprint di via Sabadell ha inviato lettere di licenziamento a tutti i 18 operai che dalla metà di gennaio sono in sciopero e denunciano condizioni di lavoro intollerabili, chiedendo l'applicazione del contratto nazionale di lavoro. Lo ha reso noto il sindacato Si Cobas che ha organizzato la protesta dei lavoratori. Oggi, 2 aprile, le parti erano state convocate dal giudice del lavoro in seguito a un ricorso d'urgenza presentato dall'azienda che chiedeva di inibire le azioni degli scioperanti (presidio e picchetto davanti all'azienda). Ma all'ultimo momento ha rinunciato al ricorso e ha inviato le lettere di licenziamento. Lo rende noto lo stesso Si Cobas.
"La giudice ha immediatamente rigettato la richiesta dell'azienda - si legge in una nota del sindacato - e ha deciso di ascoltare le parti in causa. Il sindacato e i lavoratori hanno avuto modo di presentare una difesa, smentendo le calunnie che ormai da settimane l'azienda e il suo strapagato ufficio stampa continuano a diffondere sui lavoratori in sciopero da due mesi per l'applicazione del contratto nazionale di lavoro e delle leggi sull'orario di lavoro. Ma una volta presentata la nostra difesa, l'azienda ha deciso di rinunciare al ricorso".
"Abbiamo sentito spesso l'azienda appellarsi ai tribunali come sedi competenti - commentano i sindacalisti - ma quando arriva il momento di andarci, l'azienda scappa. Invece di venire in Tribunale la notte prima dell'udienza Texprint manda i licenziamenti a tutti lavoratori in sciopero. Il lavoratori della Texprint sono in sciopero da quasi due mesi e mezzo, per chiedere la fine del regime di ipersfruttamento che prevede 12 ore al giorno per 7 giorni a settimana, chiedendo di lavorare 8 ore per 5 giorni, e avere dei contratti regolari. La risposta dell'azienda sono i licenziamenti".
"Gravissimo e intollerabile l'ennesimo tentativo della Texprint di liberarsi di chi sta pretedendo di lavorare nel rispetto delle regole e con dignità - commenta ancora il sindacato - Prima si sfruttano i lavoratori per anni, poi li si vuole gettare via come arance spremute. Impensabile che una vertenza possa concludersi con il licenziamento dei lavoratori che hanno chiesto il rispetto per i loro diritti. Se la Texprint pensa in questo modo di mettere fine allo sciopero, fa un grave errore".
La risposta del Si Cobas al momento è la conferma del presidio permanente in via Sabadell, il ricorso al giudice del lavoro contro i licenziamenti e la convocazione di una manifestazione per sabato 17 aprile a sostegno della vertenza.
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