Gioco
Guerra a colpi di spranga tra agenzie di viaggi: dura condanna
Portavano (e portano ancora) viaggiatori cinesi da Prato a Fiumicino e viceversa. Un accompagnatore fu aggredito da un concorrente
PRATO. Un cinese di 34 anni, Shi Zhong Kun, è stato condannato a sei anni e 10 giorni di reclusione al termine del processo per un brutale pestaggio di cui fu vittima un suo connazionale quarantenne, sullo sfondo di una guerra senza esclusione di colpi tra agenzie di viaggio orientali per controllare il flusso dei viaggiatori diretti all'aeroporto di Fiumicino.
Il pestaggio avvenne nella notte tra il 1° e il 2 dicembre 2017 nel parcheggio davanti all'Obi, in via Viareggio. Il quarantenne cinese fu trovato riverso sull'asfalto, privo di sensi, e fu ricoverato d'urgenza in ospedale, dove fu necessario asportargli la milza per evitare che morisse. Nei giorni seguenti i carabinieri del Nucleo investigativo riuscirono a ricostruire il contesto nel quale era avvenuta l'aggressione. Da anni ormai il parcheggio davanti all'Obi, e ancora prima quando c'era il supermercato Coop, è un terminale dei bus che partono per Fiumicino o arrivano dall'aeroporto romano. Ci sono almeno un paio di agenzie di viaggi che offrono il servizio ai cinesi di Prato che devono prendere l'aereo, e probabilmente c'era anche un accordo non scritto per spartirsi i passeggeri.
L'ipotesi è che nell'autunno del 2017 qualcuno abbia violato quell'accordo e così la notte del 1° dicembre partì una spedizione punitiva per mettere le cose in chiaro. Il quarantenne cinese vittima dell'aggressione era appena sceso da un bus in arrivo da Roma quando fu accerchiato da tre connazionali armati di spranghe di ferro o di legno e fu massacrato di botte. Nell'agosto dell'anno seguente i carabinieri, dopo una complessa indagine, riuscino a risalire e a bloccare Shi Zhong Kun, che fu arrestato per lesioni gravissime e porto abusivo di arma. Né lui né l'aggredito risultarono dipendenti delle agenzie di viaggio. Un affare lucroso che funziona tutto al nero. L'arrestato si è fatto qualche mese di custodia cautelare in carcere, poi agli arresti domiciliari e ora, difeso dall'avvocato Massimo Mariotti, è comparso davanti al giudice Malerba. La Procura, rappresentata da Valentina Cosci, ha insistito per la condanna e il giudice ne ha comminata una anche più severa di quella che era stata richiesta.
La vicenda ricorda da vicino quella che è alla base dell'inchiesta China Truck della polizia. In quest'ultimo caso ci sono tre aziende di trasporti che, anziché movimentare persone, spostano merci e negli anni scorsi hanno combattuto una guerra senza quartiere per conquistare quote di mercato ai danni delle altre.
Particolare non secondario: il parcheggio davanti all'Obi è ancora oggi usato come terminale per i bus che trasportano i cinesi. Nonostante la zona rossa, più volte le comitive sono state viste scendere o salire sui bus in partenza. Il fondato sospetto è che arrivino da altri comuni, in violazione dei divieti per il contrasto alla diffusione della pandemia Covid.
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