Il Tirreno

Prato

Trovata cocaina per 15.000 euro nell'ex piscina di via Arcangeli

La piscina di via Arcangeli quando era ancora aperta
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La piscina di via Arcangeli quando era ancora aperta

L'immobile era diventato rifugio di senza tetto e spacciatori. La polizia municipale ora ha chiuso tutti gli accessi

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PRATO. Cocaina per un valore di circa 15.000 euro è stata trovata dalla polizia municipale nell'area dell'ex piscina di via Arcangeli. La polizia municipale ha fatto un controllo in seguito alla segnalazione della presenza di intrusi nell'area dell'ex piscina, un tempo gestita dal Centro giovanile di formazione sportiva. Oltre alla droga gli agenti hanno trovato indumenti, rifiuti e bombole di gas, segno che l'immobile era diventato rifugio di senza tetto e spacciatori.

Dopo l'intervento gli agenti hanno proceduto al ripristino e alla messa in sicurezza di tutta l'area, in particolare con la chiusura degli accessi, mediante gli uffici preposti del Comune. L'area, di proprietà comunale, è nell'elenco dei beni alienabili.

Sul caso interviene l'assemblea di Toscana a Sinistra. "Mentre il Comune di Prato fa fiorire palazzine e cementificazione in spazi verdi e terreni incolti - si legge in una nota - molti edifici pubblici restano abbandonati al degrado, come la palazzina ex-Crida in via Arcangeli. Di proprietà comunale, l’ex piscina è nell’elenco dei beni da alienare al patrimonio. Inammissibile che l’amministrazione proceda a blindature e provvedimenti securitari, che non risolvono affatto l’emarginazione sociale, spostandola soltanto in giro per la città - dopo i cancelli notturni alla stazione centrale e lo sgombero del parcheggio delle Poste centrali presso piazza San Marco - mentre il patrimonio pubblico viene lasciato in condizioni fatiscenti".

"In una fase di crisi sanitaria infatti, si registrano continue carenze di presidi medici, in primo luogo per la vaccinazione diffusa, poi per la riabilitazione psico-fisica – a cui era destinata proprio la palazzina dell’ex-Crida – infine come possibile soluzione alternativa a vocazione scolastica, per permettere una ripartenza in presenza delle lezioni quanto prima, evitando sovraffollamento nelle classi. Chiediamo perciò al sindaco Biffoni se oltre a progetti immobiliari avveniristici, nei fondi europei che Prato dovrà intercettare c’è spazio per l’inclusione sociale, che passa anche per la riqualificazione di edifici come quello in via Arcangeli, oppure se il futuro della città verrà privato di presidi sanitari pubblici, così come di spazi verdi preesistenti".

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