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Prato

lutto

Addio a Marco Toccafondi, noto medico e sportivo

Vezio Trifoni
Marco Toccafondi
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Marco Toccafondi

Cugino dell’ex presidente del Prato, il Covid se l'è portato via a 74 anni. Calciatore, podista e ciclista aveva partecipato anche alla Maratona di New York

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PRATO. Il Covid se l’è portato via dopo appena due settimane di degenza all’ospedale Santo Stefano, nonostante non avesse problemi di salute particolare. Marco Toccafondi, 74 anni da poco in pensione, era stato un medico molto apprezzato tra i suoi colleghi e dai pazienti. Ed era un appassionato sportivo. Prima come calciatore, poi come podista. Aveva partecipato anche alla maratona di New York. Per finire al suo grande amore, la bicicletta. Molto unito al fratello Paolo e al cugino Andrea, ex presidente del Prato Calcio, che lo ha sempre considerato «il signore della nostra famiglia».

«Eravamo cresciuti insieme a Luicciana – racconta Andrea Toccafondi – e la caratteristica che ha sempre mantenuto era quella di essere una persona gioviale e col sorriso sulle labbra. C'era un’amicizia sincera e per me era un ottimo calciatore. Aveva forza fisica, tecnica e puntava l'uomo. Mi ricordo proprio quei mesi che insieme stavamo per strada in campagna, dove in pensione è tornato, e lui riusciva a giocare sia in discesa che in salita sempre con il pallone tra i piedi. Era bravo. Poi lui andò alla Querce a Firenze e io a Biella poi lui proseguì con l'università e io sono andato a fare il vettore. C'era ancora un grande rapporto perché suo fratello Paolo lavora con me e Marco aveva curato mio fratello quindi la sua perdita mi fa molto male anche se sono sicuro che quando se n'è andato l'ha fatto col sorriso».

«Ho perso un amico carissimo e un collega davvero bravo – spiega il vicesindaco Luigi Biancalani – ho lavorato insieme a lui in medicina di gruppo e ho apprezzato le due doti di medico e di sportivo, campione del mondo medici nel 1997 ai giochi della medicina in Ungheria. Con lui ho fatto la guardia medica all’istituto Magnolfi, negli anni Settanta». «Era un appassionato e un medico molto apprezzato – spiega Francesco Panzera, presidente del Panhatlon Prato - aveva creato l'associazione dei medici pratesi e si radunavano soprattutto nelle gare cicloamatoriali per ritrovarsi e stare insieme. Il suo sorriso era davvero aggregante ed era un vero appassionato. Anche in pensione era sempre presente alle attività sociali legate al mondo dei medici».

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