Gioco
Un tetto per 80 famiglie grazie all’opera del “Casolare”
L’associazione della Caritas festeggia i 25 anni, durante i quali ha aiutato 432 nuclei in difficoltà trovando loro un appartamento in affitto
PRATO. Dal 1996 a oggi ha aiutato 432 famiglie in difficoltà, una media di 17 ogni anno. È solo uno dei dati che segnano il costante e prezioso impegno dell’associazione “Il Casolare”, nata nel 1996 all’interno della Caritas per rispondere ad una esigenza sempre più attuale: la casa.
A distanza di 25 anni, l’iniziativa non solo è ancora attiva, ma rappresenta una realtà importante per 80 famiglie che in questo momento possono dire di aver trovato una casa grazie al sostegno dell’associazione. Il 25° anniversario non potrà essere festeggiato in modo particolare a causa delle restrizioni dovute alle pandemia, ma il Casolare ha comunque tracciato un bilancio delle proprie attività per far conoscere quanto è stato fatto in questo quarto di secolo.
«Il Covid ha reso evidente il fenomeno del costante impoverimento dei lavoratori e questo si ripercuote sulle dinamiche familiari e anche sul mondo dell’abitare – osserva Giovanni Pieraccini, presidente del Casolare – I dipendenti in cassa integrazione hanno avuto non solo una perdita retributiva del 33 per cento, ma anche il disagio abitativo che ormai non riguarda solo le fasce emarginate della popolazione ed ha sempre di più i caratteri e il volto del lavoro dipendente». La prima ondata migratoria e la crisi del tessile dovuta alla globalizzazione. Sono le due cause che negli anni ’90 hanno fatto emergere in modo evidente un problema fino a quel momento mai vista a Prato: quello della casa.
Nella città con il maggior numero di abitazioni di proprietà e con il minor numero di case popolari, un numero crescente di famiglie stava bussando alle porte della Caritas perché non riusciva ad ottenere un alloggio. Si tratta degli albanesi, che in massa erano emigrati dal loro Paese dopo la fine del regime comunista, e degli italiani a basso reddito che dalla fascia media stavano pian piano scivolando verso la soglia di rischio della povertà. Questo bisogno si trasformò in una nuova opera segno della Chiesa di Prato nata all’interno della Caritas: l’associazione il Casolare, fondata nel 1996 con lo scopo di reperire alloggi, ma soprattutto di farsi da garante per superare la diffidenza dei proprietari.
«Gli stranieri e gli italiani con lavoro precario non riuscivano a stipulare contratti di affitto – spiega Pieraccini – i proprietari degli immobili chiedevano garanzie che queste persone non erano in grado di dare, almeno in quel momento». Fondatore dell’associazione è stato Carlesi, a lungo presidente, insieme a Luisa Stancari, Alberto Toccafondi e ai compianti Lido Lenzi, Mario Bini e Giorgio Ponzecchi.
L’associazione non possiede immobili, ma li ricerca da proprietari privati o immobiliari per affittarli e darli poi in subaffitto alle persone che ne hanno bisogno. L’attività comporta dunque una “triangolazione” tra proprietario, associazione e inquilino.
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