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I medici di famiglia replicano a Giani: "Facile scaricare su di noi le colpe dei ritardi sui vaccini"
La Fimmg di Prato chiede al presidente della Regione di "scusarsi" per le dichiarazioni rilasciate: "Siamo stati mandati in prima linea con sei sole dosi al giorno per gli ultraottantenni"
PRATO. Dai medici di famiglia di Prato arriva una dura replica al presidente della Regione Eugenio Giani, che in un'intervista ha detto che dipendono anche da loro i gravi ritardi sulla vaccinazione degli ultraottantenni in Toscana, all'ultimo posto in Italia per questa fondamentale categoria.
"La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) di Prato esprime sorpresa e sconcerto per quanto espresso in una recente intervista dal presidente Eugenio Giani in cui si accusano i medici di famiglia dei ritardi nella vaccinazione anticovid degli ultaottantenni - si legge in una nota firmata dal segretario Alessandro Benelli - I medici di medicina generale toscani si sono messi in gioco nella più complessa vaccinazione di sempre, quella dei soggetti ultraottantenni con il vaccino più difficile da gestire".
"Per settimane - prosegue la nota - i medici di famiglia hanno avuto dalla Regione solo sei dosi alla settimana, tra mille difficoltà per poter ricevere i vaccini attraverso una procedura informatica complicata ed immatura. Tutte le dosi che sono state conferite ai medici sono state prontamente somministrate pur in carenza di spazi nelle strutture di personale ausiliario. I ritardi sulla vaccinazione degli ultraottantenni sono frutto delle scelte della Regione che ha deciso di far vaccinare, anche con buone ragioni, altre categorie prima degli ultraottantenni. Pertanto le scelte fatte per la tutela di sanità pubblica devono essere sostenute rivendicandone la correttezza, non incolpando delle conseguenze chi si sta impegnando oltre ogni limite tra indicibili difficoltà senza alcuna responsabilità per i ritardi".
"Non è pertanto accettabile per i medici di famiglia essere oggetto di accuse tanto gravi ed infondante che respingiamo con sdegno e per le quali si pretende una pronta e decisa rettifica".
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