Il Tirreno

Prato

Alunni in classe, Spada incalza Biffoni: "Sindaco dai la sveglia ai presidi"

Matteo Biffoni e Daniele Spada ai tempi della campagna elettorale
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Matteo Biffoni e Daniele Spada ai tempi della campagna elettorale

Il caso della scuola Gandhi di Galciana dimostra che si può frequentare a turno. Lo dice anche il Ministero, ma non tutti hanno seguito l’esempio virtuoso

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PRATO. Dieci giorni dopo l’istituzione della zona rossa e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, grazie a un preside di buona volontà, Mario Battiato dell’Istituto comprensivo Gandhi di Galciana, abbiamo scoperto che a scuola si può continuare ad andare. Non tutti e non sempre, certo, ma nemmeno nessuno. Oltre agli studenti disabili o con “bisogni educativi speciali”, possono frequentare anche gli altri a turno. Lo prevede la nota 662 del ministero dell’Istruzione già dal 12 marzo: «Dove ricorrano le condizioni per la frequenza, anche in zona rossa, da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole, con l’obiettivo di rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti Bes possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola».

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E proprio a questa indicazione fa riferimento il consigliere comunale Daniele Spada in un appello al sindaco Matteo Biffoni. «Caro sindaco – scrive Spada – tu che dici di aver tanto a cuore il ritorno in classe dei nostri bambini e ragazzi, oltre a chiedere che venga cambiata la norma, perché non guardi anche in casa nostra e fai appello ai dirigenti scolastici che applichino quella già esistente consentendo di frequentare la scuola a piccoli gruppi? Quasi in ogni classe ci sono alunni con certificazione (o perché con disabilità o per difficoltà nell’apprendimento) che si recano ogni mattina in aule vuote perché hanno bisogno della vicinanza dell’insegnante. Ecco, questi ragazzi hanno bisogno anche della vicinanza degli altri ragazzi, per non sperimentare oltre alla distanza anche l’isolamento nella difficoltà. Senza contare quanto questa opportunità possa essere utile per tutti, bambini e famiglie, sia per l’istruzione sia per sperimentare la tanto decantata inclusività che però alla prova dei fatti si stenta a praticare. La nota del ministero dell’Istruzione consente di frequentare a rotazione in presenza se almeno uno degli alunni è certificato, ma diversi istituti non lo stanno facendo». Spada sa benissimo che ogni scuola ha la sua autonomia e non dipende dal sindaco, ma non demorde: «Sindaco, chiedi ai dirigenti di rispondere a questo invito».

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