Gioco
Vaccini anti-Covid, Prato finalmente accelera
In due giorni somministrati 450 sieri. «Vogliamo arrivare a 800 al giorno»
PRATO. La signora Roberta, 77 anni, scende entusiasta le scale del centro Pegaso ex Creaf. «Grazie della cortesia, siete stati tutti gentilissimi» dice rivolta agli stewart dell'ingresso. «Finalmente ho fatto il vaccino Astra Zeneca, sto bene. Grazie davvero».
È quasi un sollievo per l'anziana come per altre centinaia di persone che sabato 20 marzo dalle 8 alle 14 sono arrivate in via Galcianese per fare il vaccino. L'organizzazione della vaccinazione di massa è precisa, oliata, funziona, anzi va velocissima. La mobilitazione è generale. Sembra il rimbalzo accelerato dopo alcuni giorni di stop al vaccino Astra Zeneca. «Venerdì sera tante persone giovani e cinquantenni si sono presentate qui chiedendo se erano avanzate delle dosi e se potevano fare il vaccino. Purtroppo per chi non in lista non è stato possibile», rimarca Pamela, dipendente di una agenzia privata di Firenze che al centro Pegaso si occupa dell'ingresso e accettazione delle persone. Altro che "no vax", si direbbe.
Sabato sono stati somministrati circa 250 vaccini. Ma è come se il centro Pegaso andasse a velocità ridotta rispetto alle sue potenzialità. Il motore di questa organizzazione può andare molto più forte. «Si può e anzi si deve fare di più. Entro settembre va coperto l’80 per cento della popolazione con i vaccini, senza esitazione. Se ci arrivano le dosi, qui si può lavorare dalle 8 del mattino alle 2 di notte 7 giorni su 7. Forse è necessario del personale in più, ma questi numeri si possono fare», dice Giuseppe Vannucchi, responsabile in questo momento della vaccinazione per il Dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana centro qui all'ex Creaf: 800 persone vaccinate al giorno significherebbe coprire la popolazione di Prato al Covid in una decina di mesi .
La vaccinazione è fatta direttamente dai medici di famiglia. Qui si trovano le persone ancora più anziane, sopra gli 80 anni. Sono state contattate direttamente nei giorni scorsi dai medici di famiglia, preso appuntamento e dose di siero fatta. Sabato pomeriggio la Regione, tramite l'assessore alla sanità Simone Bezzini, ha assicurato un'altra accelerazione in settimana della campagna vaccinale anche per le persone più anziane, arrivando a coprire la maggior parte degli ultraottantenni entro Pasqua. L’altra novità è che i medici di famiglia si sono resi disponibili a somministrare i sieri tutti i giorni a ciclo continuo.
In questi giorni al centro Pegaso il vaccino viene inoculato alle persone nate fra 1941 e il 1944. Al primo piano del centro Pegaso, a lavorare ci sono anche medici già in pensione. Richiamati in servizio con il bando dell’ex commissario all'emergenza Covid, Arcuri, con loro si trova altro personale assunto dalla Protezione civile nazionale ad integrare quello messo a disposizione dall'Asl. Il dottor Pasquale Campanile di Poggio a Caiano, pediatra, è uno dei medici in pensione che si presta a fare i vaccini. Una dietro l'altra, in pochi minuti, le persone, si mettono in fila dopo aver passato velocemente due accettazioni. Cose di pochi attimi. Fatto il vaccino poi, i pazienti si siedono 15 minuti in una sala sotto osservazione del personale sanitario. Firmate le ultime incombenze burocratiche, arriva il sollievo. «Sto bene, tutto regolare. Per ora non ho sentito proprio niente», il signor Filippi, classe 1943, esce contento. —
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