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l’emergenza coronavirus 

Covid, un’altra impennata di nuovi casi La prefetta si appella alla responsabilità

Paolo Nencioni
Covid, un’altra impennata di nuovi casi La prefetta si appella alla responsabilità

Cinque decessi e 172 contagiati. Il sindaco sbotta durante la diretta Facebook. Nasce un gruppo di “disobbedienti”

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PRATO. Con la certezza di finire in zona rossa da lunedì, Prato e la provincia hanno toccato ieri il punto massimo di contagi e morti da quando siamo entrati nella terza fase dell'epidemia di Covid-19. Sono ben 172 i nuovi casi segnalati dal bollettino della Regione, e cinque le vittime. I tamponi positivi dal marzo 2020 passano così a 14.537 mentre le vittime toccano quota 348.

Le ultime cinque vittime sono Luciana Cherici, 80 anni, di Prato, Bruno Monciatti, 82 anni di Montemurlo, Maria Miranda Novelli, 83 anni, di Prato, Francesco Santangelo, 76 anni, di Vaiano, e Alessandra Sanesi, 67 anni, di Prato.

Anche ieri nessun comune della provincia si è salvato dai tamponi positivi e, in rapporto alla popolazione, anche quelli più piccoli segnano picchi insoliti. Solo Prato ne conta ben 133. Seguono Carmignano con 12, Vernio con nove, Montemurlo ne registra otto, Poggio a Caiano cinque, Vaiano quattro e Cantagallo uno solo.

I ricoveri. La situazione dell’ospedale Santo Stefano rimane critica anche se ancora non siamo all’emergenza. Risultano occupati tutti i 127 posti letto dell’area Covid, mentre nella Terapia intensiva Covid ne sono occupati 14 su 20 (purtroppo è l’effetto degli ultimi decessi, nove in due giorni). Alle cure intermedie della Melagrana di Narnali sono occupati 41 posti su 42 e alle cure intermedie del Centro Pegaso di via Galcianese risultano occupati tutti i 35 posti letto disponibili.

L’appello della prefetta. «Se pensiamo di risolvere il problema solo facendo le multe non andiamo lontano» dice la prefetta Adriana Cogode, che in questi giorni passa da una riunione all’altra per coordinare l’azione delle forze dell’ordine e degli enti locali. «Ci deve essere una presa di coscienza delle persone - aggiunge - I controlli noi li facciamo, ma da soli non bastano se non c’è questa presa di coscienza». Controlli che con l’entrata in vigore della zona rossa verranno rafforzati.

Il sindaco sbotta. Dopo Veronichina (la ragazza che voleva andare in centro durante il primo lockdown) è arrivata Sara, e potrebbe essere l’inizio di un nuovo tormentone. Durante l’ultima diretta Facebook di giovedì sera Matteo Biffoni si è trovato a rispondere alla domanda di una donna che, essendosi vaccinata, chiedeva se poteva essere esentata dalle limitazioni cui tutti sono sottoposti. Biffoni non l’ha presa bene ed è sbottato: «Allora sì, vai pure in giro, sputa alle persone, fai come ti pare. Io non lo so, ragazzi...».

Quelli che non ci stanno. Ma c’è anche chi, come Umberto Presutti Gallinella, già esponente di Fratelli d’Italia e ora portavoce del Movimento nazionale, invita alla disobbedienza: ieri ha creato un gruppo Facebook che si chiama, preventivamente, “Basta zona rossa Prato” e che in poche ore ha raccolto un centinaio di aderenti virtuali. Sono quelli che dicono di essere stufi delle limitazioni e promettono di violarle, anche se al momento solo virtualmente, nel mondo di Facebook. Se lo facessero nel mondo reale andrebbero incontro, come tutti, alle multe.

Giani conferma. Ieri il presidente della Regione Eugenio Giani, dopo aver parlato col ministro della Salute Roberto Speranza, ha confermato che Prato sarà zona rossa da lunedì e che avrebbe contattato personalmente tutti i sindaci dei comuni interessati dai provvedimenti, mentre la Toscana dovrebbe rimanere arancione almeno per un’altra settimana. —

Paolo Nencioni

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