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Coronavirus, Prato diventa zona rossa: scuole chiuse da lunedì 15
La decisione ufficializzata dopo i nuovi casi di positività al Covid. I sindaci fino all'ultimo si sono appellati alla Regione ma da Firenze fanno sapere che non ci sono margini di manovra
PRATO. È passato un anno ma non è cambiato nulla, anzi se possibile la situazione si è fatta più grave. Da lunedì 15 marzo la provincia di Prato torna in zona rossa e chiuderanno le scuole di ogni ordine e grado. L'ufficialità è arrivata nel pomeriggio di oggi, 11 marzo, con una nota del Comune. L'unica differenza rispetto al lockdown dell'anno scorso, e non è cosa da poco, è che non chiuderanno le fabbriche.
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Fino all'ultimo i sindaci, Matteo Biffoni in testa, hanno tentato di scongiurare la chiusura delle scuole, ma è stato loro spiegato che non è possibile. Con i nuovi contagi di oggi, infatti, anche senza attendere i nuovi casi di domani, la provincia ha già superato l'incidenza di 250 casi settimanali ogni centomila abitanti, il limite che fa scattare la zona rossa. Il Comune ha chiesto alla Regione se, in questo caso, il presidente Eugenio Giani avrebbe la possibilità di derogare alla chiusura delle scuole. La Regione si è informata col governo e le è stato risposto che non c'è questa discrezionalità: se la Regione, come è di fatto obbligata a fare, dichiarerà Prato zona rossa, poi dovrà attenersi alle norme nazionali, che prevedono la chiusura delle scuole.
"Ringrazio il presidente Eugenio Giani e l'assessore regionale Alessandra Nardini che in questi giorni hanno ascoltato la richiesta di salvaguardare le lezioni in presenza come fu fatto lo scorso dicembre - sottolinea il sindaco Biffoni - La Regione ha condiviso questa proposta ma dagli approfondimenti normativi è emerso chiaramente che non vi sono margini di discrezionalità sulle regole da zona rossa, pertanto anche a Prato dovranno essere chiuse tutte le scuole e sospese le lezioni in presenza". Domani ci sarà l'ufficialità con il provvedimento regionale a firma del presidente Giani, ma già con i dati odierni è certa la necessità di chiudere da lunedì, salvo provvedimenti nazionali sul fine settimana: "Nell'ultima settimana vi è stato un picco di casi positivi, intervenire è assolutamente necessario. Personalmente, come ribadito più volte, avrei fatto scelte diverse sulla scuola, ma la legge è legge".
Che cosa si può fare e che cosa è vietato.
Spostamenti: sono vietati all’interno del comune e verso altri comuni, ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, motivi di salute o necessità. Consentito il rientro alle proprie abitazioni.
Commercio: chiusi i negozi ad eccezione di alimentari e prima necessità (ad esempio ottica, ferramenta, distributori di carburanti, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie, profumerie, librerie, fiorai, articoli sportivi)
Bar e ristoranti: restano chiusi; consentita la consegna a domicilio e l’asporto fino alle 22 (per chi è senza cucina fino alle 18), vietato il consumo sul posto e nelle vicinanze del locale-
Sport: attività motoria (cioè le passeggiate) solo vicino a casa, con mascherina e rispettando la distanza di un metro; attività sportiva consentita solo all’aperto e in forma individuale; sospese le attività sportive e motorie nei centri sportivi e nei circoli all’aperto.
Scuola: chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, attivata la didattica a distanza. Didattica in presenza solo per gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali.
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