Il Tirreno

Prato

Messaggi di odio contro liliana segre 

Aveva lavorato a Prato l’autore di post razziali

Aveva lavorato a Prato l’autore di post razziali

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PRATO. C'è anche un ex operaio tessile ora residente in Sardegna e che aveva lavorato a Prato fra i due indagati dal pool antiterrorismo della procura di Milano per gli insulti e i messaggi d'odio nei confronti di Liliana Segre, senatrice a vita e sopravissuta all'orrore dei lager. L'accusa è di minacce aggravate dall'odio razziale. Oltre a lui, la cui abitazione è stata perquisita, c'è anche un 40enne di Viterbo, ex panettiere che aveva perso il lavoro durante il lockdown.

Gli screenshot con i loro messaggi di odio sui social, che accompagnavano la pubblicazione di una foto con Liliana Segre sottoposta al vaccino all'ospedale Fatebenefratelli di Milano il 18 febbraio scorso, avevano fatto il giro del web. Sui cellulari dei due sono state trovate diverse fotografie di Mussolini e Hitler anche se la Digos esclude una loro adesione a gruppi politici. La senatrice 90enne vive dal 2019 sotto scorta a causa delle minacce di morte ricevute in rete e non solo per il suo impegno nella memoria della Shoa e per la sua attività pubblica nel ricordo della terribile esperienza di bambina deportata nel campo nazista di Auschwitz . —

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