Italia
Lo screening nelle scuole medie superiori partirà venerdì con 50 giorni di ritardo
Iniziativa spot al Buzzi il 15 gennaio, poi hanno prevalso le lentezze organizzative legate all’individuazione degli studenti
Habemus tamponi rapidi nelle scuole superiori: 50 giorni dopo l’avvio della campagna “Scuole sicure” all’istituto Buzzi. Campagna che decollerà venerdì, quando al Datini si sottoporranno al test antigenico rapido 25 studenti, cinque per ogni classe dalla prima alla quinta. Peccato che in queste ore l’apertura delle scuole sia in bilico, legata alla nuova stretta stabilita dal decreto del presidente del consiglio dei ministri e all’istituzione di zone rosse locali. A Prato si riannodano dunque i fili della campagna “Scuole sicure” voluta dalla Regione, quando tutte le misure messe in campo per rendere più sicuri gli istituti rischiano di essere superate dalle nuove disposizioni del governo: il primo turno era toccato al Buzzi, scelto come istituto pilota, il 15 gennaio. Poi stop. Non uno screening a tappeto fra gli studenti bensì su un campione di 25 studenti per monitorare la circolazione del virus.
E proprio la composizione del campione ha dato filo da torcere ai dirigenti scolastici visto che l’Asl chiedeva di individuare di volta in volta cinque ragazzi per ogni classe della stessa sezione. Difficile da farsi visto che la didattica in presenza si svolge al 50 per cento. Il Datini guidato da Daniele Santagati è stato il primo istituto a inviare al dipartimento prevenzione dell’Asl l’elenco delle cinque classi da testare: lo screening inizierà venerdì, a partire dalle 11.30. «Ero pronto venti giorni fa – racconta il preside – Non abbiamo avuto difficoltà a individuare il campione: saranno coinvolti ragazzi della stessa classe». Ogni settimana toccherà a cinque studenti per volta: a rotazione, il calendario andrà avanti fino a giugno. Quando finirà il primo giro di screening, si ricomincerà da capo. In generale, la difficoltà è stata quella di mettere insieme cinque gruppi di alunni della stessa sezione: per definire questo aspetto ci sono voluti almeno 20 giorni.
Alcuni istituti, come il liceo Livi/Brunelleschi e l’istituto Marconi, stanno finendo in questi giorni di inviare all’Asl i nominativi dei ragazzi. Attendono una telefonata per fissare i tamponi a scuola il liceo Cicognini/Rodari, gli istituti Gramsci-Keynes e Dagomari, il liceo Copernico: queste scuole hanno trasmesso gli elenchi almeno una settimana fa. «Sul piano statistico, il campione concepito dall’Asl non poteva essere significativo – racconta Mario Di Carlo, preside del Cicognini-Rodari – Meglio selezionare ragazzi di sezioni diverse ma della stessa età. Oltretutto, con il rischio delle quarantene e la didattica in presenza a metà era impossibile fare previsioni sul numero dei presenti in classe». Campione definito al Copernico dove i ragazzi sono stati estratti a sorte. «Sappiamo che saremo contattati dalle associazioni di volontariato scelte dall’Asl per l’esecuzione dei test ma finora non abbiamo avuto un riscontro», fa sapere il preside Stefano Gestri. Selezionati al Dagomari ragazzi di sezioni diverse: ad esempio, 15 alunni della prima A e dieci della prima B. «L’adesione è stata alta – racconta la preside Maria Gabriella Fabbri – In qualche caso i genitori dei ragazzi minorenni avevano dato l’autorizzazione ma poi qualche studente ha storto il naso». Aspetta che qualcuno si faccia vivo il Gramsci-Keynes.
«Fortunatamente sono cambiati i parametri e l’Asl ha dato la possibilità di testare ragazzi di sezioni diverse – ammette il dirigente Stefano Pollini – secondo il criterio di cinque per ogni classe». —
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