Il Tirreno

Prato

il censimento degli animali 

I gatti via dal centro, ora sono in periferia. Il Comune spende 62.000 euro all’anno

Azelio Biagioni
I gatti via dal centro, ora sono in periferia. Il Comune spende 62.000 euro all’anno

In tutta la provincia ci sono 725 colonie feline e quasi ottomila mici dotati di chip: meno della metà vivono nelle case

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PRATO. Sono 725 le colonie feline censite attualmente nel territorio provinciale di Prato. Gatti che pur non avendo un padrone sono curati e ricevono tutte le attenzioni possibili. Volontari ogni giorno portano loro da mangiare, impiegando parte del proprio tempo alla cura di questi animali.

«Un impegno che va avanti da anni quello rivolto alle colonie feline – spiega l’assessore Cristina Sanzò – L’impegno dell’associazionismo e quello del Comune crea questo bel clima di condivisione. E nel 2018 e nel 2019 Prato ha ricevuto il premio come città amica degli animali (lo scorso anno, causa Covid, non c’è stato). Qui – sottolinea l’assessore – ci sono coscienza e cultura del rispetto verso gli animali».

Quanti si prendono cura di gatti randagi possono segnalare la colonia felina all’ufficio diritti degli animali del Comune di Prato, punto di riferimento dell’area provinciale. A ciascuna colonia felina viene assegnato un numero identificativo e un “responsabile”.

La persona responsabile della colonia può richiedere la sterilizzazione (gratuita) di questi amici a quattro zampe per evitare il sovrappopolarsi. Per i gatti ammalati delle colonie feline è possibile ottenere visite veterinarie gratuite oltre all’aiuto per la cattura e la sterilizzazione dei gatti randagi. Per prendere appuntamento bisogna contattare l’associazione “Qua la zampa” (tel. 327-7876561).

Augusto Bassolino è il responsabile dell’ufficio animali del Comune e ha sottomano un quadro preciso e dovizioso delle colonie feline. Il dato che balza all’occhio è che vent’anni fa le colonie feline a Prato erano presenti soprattutto nel centro storico, mentre oggi in questa zona sono praticamente inesistenti e pare abbiano seguito lo sviluppo urbanistico della città. Si trovano infatti nelle periferie.

I NUMERI

A Prato le colonie feline sono 526, 30 a Cantagallo, 45 a Carmignano, 44 a Montemurlo, 13 a Poggio a Caiano, 26 a Vaiano e 41 a Vernio.

ANAGRAFE FELINA

È stata istituita da pochi anni. I gatti iscritti, a livello provinciale, sono 7.682, ma sono solo una piccola parte dei felini presenti perché il numero comprende solo i mici che hanno il chip. «Quando sterilizziamo un gatto di una colonia felina – spiega Augusto Bassolino – c’è l’obbligo del microchip». Il dato di 7.682 è la somma dei felini (quelli dotati di chip) delle colonie (4.245) e di quelli (sempre con il chip) che vivono in abitazioni private (3.437). Per quanto riguarda i gatti di appartamento non è detto che chi abbia fatto sterilizzare l’animale abbia provveduto a chippare il micio, dato che la cosa è facoltativa.

LE SPESE

Sono circa 62mila euro le spese annue dell’amministrazione comunale per l’oasi felina della Bogaia e per le colonie feline. All’interno di questa cifra vi fanno parte i servizi che il Comune eroga alle colonie feline, come il veterinario gratis oppure il servizio Sos sempre disponibile, tutti i giorni 24 ore su 24. «Serve – racconta Bassolino – per i gatti incidentati o per quelli ammalati che per la loro convalescenza vengono portati alla Bogaia dove vengono curati. Una volta guarito, il gatto viene riportato alla colonia di appartenenza. Nella cifra rientrano anche gli aiuti che vengono forniti alle colonie in difficoltà per quanto riguarda le derrate alimentari, aiuti limitati a un periodo di tempo limitato».

LA BOGAIA

I cuccioli di gattini abbandonati o gatti in difficoltà vengono trasferiti all’oasi della Bogaia per poi essere adottati.

«Nel 2019 – dice Augusto Bassolino – sono entrati alla Bogaia 521 gatti, di questi ne sono stati adottati 320. Lo scorso anno, in piena pandemia, i mici arrivati all’oasi sono stati 350 e circa 250 sono stati adottati. Devo dire che c’è un popolo meraviglioso di persone che ha a cuore i gatti e penso a quanti scelgono di prendersi cura e di adottare un gatto ammalato o in difficoltà. Ecco questo per me è il festival dell’amore».


 

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