Sicurezza
È pratese uno dei sopravvissuti all’agguato mortale in Congo
Rocco Leone lavora per un’agenzia dell’Onu: ha visto morire l’ambasciatore, un carabiniere e l’autista
prato. Se l’è vista brutta Rocco Leone, ma ora può dire di averla scampata. Leone, 56 anni, originario di Prato, faceva parte del convoglio che lunedì mattina è stato attaccato mentre si dirigeva da Goma a Rutshuru, nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. In quell’agguato hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista congolese Mustapha Milambo. Rocco Leone, uscito praticamente illeso, era lì in qualità di funzionario del World Food Programme, un’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare in 78 paesi del mondo. Il convoglio di tre mezzi avrebbe dovuto raggiungere la cittadina di Rutshuru per visitare una scuola che era in procinto di ricevere aiuti alimentari dal Wfp. Leone è stato testimone dle brutale triplice omicidio, ora si trova in ospedale per superare lo choc e sarà una delle prime persone che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, inviati da Roma a Kinshasa, sentiranno quantomeno per ricostruire con esattezza la dinamica dell’episodio. Ma intanto ha avuto modo di parlare al telefono con la moglie Paola, che vive a Firenze, per rassicurarla sulle proprie condizioni di salute. Lo racconta il cugino Paolo che vive a Prato, dove abitano anche il padre di Leone, Gerardo (insegnante in pensione che ha fatto il preside in alcune scuole medie inferiori) e le sorelle Maria Grazia, titolare di uno studio odontotecnico, ed Emanuela. Nell’agguato, racconta quest’ulti, Leone ha perso il telefono cellulare e appena è stato possibile ha chiamato i numeri che si ricordava a memoria, quello della moglie e quello del padre. «Mio fratello Rocco sta bene e grazie al cielo abbiamo saputo come stava immediatamente dai media, subito dopo l'attentato - ha detto la sorella Maria Grazia – Sono sicura che questi sono momenti difficili per tutti e chiedo di rispettare per quanto possibile la nostra apprensione». «Sì – ha aggiunto il cugino – dicono che stia abbastanza bene. La moglie spera solo che lo rimandino a casa il prima possibile». Rocco Leone è uno di quei pratesi che sono cresciuti in città e poi hanno preso il volo per ricoprire incarichi in giro per il mondo. Ha studiato al liceo classico Cicognini e poi si è laureato in Matematica ed è stato attivo nel mondo degli scout dell’Agesci (gruppo Prato 1) prima di entrare, una ventina di anni fa, nel giro delle agenzie dell’Onu, in particolare del World Food Programme. In Congo Leone stava da un paio di anni, dopo altre esperienze in Africa. —
Paolo Nencioni
ALTRI SERVIZI A PAG. 2-3
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
