Sicurezza
Bus elettrici, c’è il progetto ma non ci sono ancora i soldi
Una corsa ogni sette minuti da Prato Est all’ospedale Santo Stefano Finanziato il rinnovo della flotta, caccia ai fondi per realizzare l’infrastruttura
Un autobus ogni sette minuti. Più passaggi nelle corsie preferenziali che si estenderanno su un tratto lungo nove chilometri. Prato Est-ospedale Santo Stefano: biglietto di andata e ritorno a bordo di un autobus elettrico. Che passerà da via Filzi e Borgonuovo oppure farà sosta nei poli scolastici di via Galcianese e via Reggiana. Già annunciata a gennaio, la rivoluzione del trasporto pubblico non manderà in pensione le storiche linee della Lam Blu e Arancione ma, grazie a 22 nuovi mezzi elettrici, ne rimodulerà le direttrici con due “corridoi” veloci per collegare la zona Est della città con l’ospedale. Il progetto della nuova linea che avrà dunque due diramazioni da piazza San Domenico verso il Santo Stefano è finito sotto la lente d’ingrandimento di una seduta congiunta delle commissioni 3 e 4, presiedute rispettivamente da Paola Tassi e Maurizio Calussi. Un progetto che alla fine di gennaio è finito a Roma, candidato a un bando del ministero dei Trasporti per trovare una copertura economica pari a 11,4 milioni di euro. In realtà le linee di intervento sono due: l’una per il rinnovo della flotta (già finanziata), l’altra per la creazione dell’infrastruttura (da finanziare). Se bisognerà aspettare il 2023 per l’entrata in funzione dei nuovi mezzi ibridi acquistati il piano strategico nazionale della mobilità sostenibile (circa 8 milioni di euro), si allungano i tempi per creare l’infrastruttura delle due linee di trasporto elettriche articolate secondo un sistema di impianto semaforico e corsie preferenziali. «Per l’approvvigionamento di energia saranno disponibili 14 postazioni: dieci al deposito e quattro colonnine ai capolinea, ovvero ospedale e stazione», fa sapere l’assessora alla mobilità Flora Leoni. Nei feriali, attualmente gli spostamenti assorbiti dalle linee Lam Blu e Arancione sono circa 12mila al giorno (l’8 per cento degli spostamenti complessivi). Il Comune punta a ridurre l’uso del mezzo privato portando a 22mila utenti il numero di passeggeri al giorno sulle due direttrici nell’ottica di migliorare il collegamento con l’ospedale grazie a una maggiore velocità degli autobus elettrici. «Sarà importante intercettare i parcheggi scambiatori in una logica di intermodalità», sottolinea Davide Puccianti, dirigente del servizio mobilità. Attraverso il sistema di priorità semaforica lungo le corsie preferenziali e aumentando il distanziamento medio delle fermate (dagli attuali 250 ai 350 metri), si potrà ottenere un aumento della velocità media giornaliera del servizio che passerebbe dagli attuali 16 a 19 chilometri orari. —
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