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Il bistrot si reinventa per superare il lockdown L’esempio del Barrique

Maria Lardara
Il bistrot si reinventa per superare il lockdown L’esempio del Barrique

Con la zona arancione lo storico locale del corso ha puntato sull’asporto E Aiazzi di Le Garage ha aperto un alimentari

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prato. Il bandone lo tira su lo stesso, ogni mattina. Anche se siamo in zona arancione e il suo locale non può fare somministrazione, Simona Marinai accende le luci, mette la musica e piazza fuori il suo “banchino” di legno con la scritta “Le Barrique”. Da pochi giorni è cambiato qualcosa nel menù dello storico locale nato nel 2004 in corso Mazzoni, quando dentro le mura non era ancora esplosa la moda degli aperitivi: si può ordinare un etto di provola affumicata oppure di prosciutto toscano. Dalla porchetta alla mortadella di Prato. Sì, perché accanto ai piatti da asporto è possibile ordinare e acquistare i salumi e i formaggi del Pieragnoli. Oppure le tartare di Calvanina del Mannori. Da ristorante a piccola gastronomia di vicinato: nuova vita per Le Barrique sull’onda del terzo lockdown, esempio di come è possibile reagire all’ennesima chiusura dei locali. Non solo. Tra una settimana il locale entrerà a far parte della famiglia di Delivery Aggregator, una piattaforma d’ordine messa a punto da due giovani livornesi.

«Per un’attività come la nostra, questo è il terzo lockdown – racconta Simona Marinai, titolare de Le Barrique insieme a Leonardo Pignone e Andrea Mazzetti – Nel primo, a primavera 2020, siamo stati chiusi per due mesi e mezzo; poi, a novembre e parte di dicembre, potevamo fare solo asporto e delivery. Come adesso. Abbiamo studiato strategie nuove per riorganizzarci. Il nostro mestiere è dare un servizio agli altri, non potevamo tenere la saracinesca abbassata. Adesso è il momento di fare un passo avanti».

Di qui una nuova piattaforma social per raggiungere più clienti con la consegna a domicilio e la formula della gastronomia grazie alla collaborazione con produttori pratesi Doc come Mannori e Pieragnoli. «Non vogliamo certo fare concorrenza alle botteghe alimentari, non siamo su quella piazza – puntualizza Simona – Ma ora come mai bisogna reinventarsi ed esplorare mercati nuovi, investire sul futuro. Non bisogna stare seduti ad attendere che passi questo periodo. Ben vengano i ristori, ma ora più che mai bisogna dimostrare di avere coraggio e giocarsi nuove possibilità». Le Barrique diventa così un filo diretto per la spesa dei pratesi dentro le mura privilegiando l’alta qualità dei produttori locali che erano già fornitori dell’enoteca-ristorante di corso Mazzoni. «Con questo comprendo la scelta dei ristoratori che decidono di stare chiusi – puntualizza Simona Marinai – Dipende dal tipo di prodotto con cui si lavora».

Un altro che alla fine del 2020 ha rivoluzionato il format del tradizionale bistrot aprendo un alimentari in piazza San Domenico è Le Garage di Carlo Aiazzi: quello che era il punto di riferimento di una cucina raffinata a base di pesce si è trasformato in un alimentari con una selezione di salumi pregiati. I fornelli restano sempre accesi: dal forno escono pane e gustose schiacciate. Resta comunque il menù da asporto e, quando siamo in zona gialla, i tavoli vengono apparecchiati per il pranzo. Nel secondo anno di Covid-19 la ristorazione pratese insomma cambia pelle e, per sopravvivere, si rimette in gioco provando ad adeguarsi. —

Maria Lardara

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