Il dolore
Madre e due figli intossicati dal monossido di carbonio
I tre, residenti a Terrigoli di Vernio sono stati trasportati all'ospedale di Careggi in codice rosso. Secondo i vigili del fuoco lo scarico di gas sarebbe scaturito dall'impianto di riscaldamento mal funzionante
VERNIO. Tre persone, madre e due figli, sono rimaste intossicate a causa del monossido di carbonio molto probabilmente scaturito dall’impianto di riscaldamento malfunzionante. Il fatto è avvenuto ieri mattina, mercoledì 17, intorno alle 8 in località Pozzo alla Botta, a Terrigoli, nel comune di Vernio. Sul posto due ambulanze della Croce Rossa di Vernio col medico e della Misericordia di Vaiano allertate dal 118 e i vigili del fuoco di Prato, chiamati per verificare la perdita del monossido di cui il medico dell’ambulanza avevano il sospetto.
Secondo quanto riferito dai soccorritori, sono stati gli stessi intossicati, due ragazzi di 20 e 16 anni insieme alla mamma, a dare l’allarme. Appena si sono alzati hanno accusato forti mal di testa e, nonostante il monossido di carbonio sia inodore, hanno pensato che il malessere potesse derivare anche da quello e sono usciti fuori casa.
All’arrivo della squadra dei pompieri, le tre persone erano già state prese in carico dal personale sanitario per le prime cure. I tre sono stati ricoverati in codice rosso all’ospedale di Careggi.
Benché non fossero in gravi condizoni, avevano bisogno di essere curati in camera iperbarica. Sul posto è stata riscontrata la presenza di monossido di carbonio dovuta, con ogni probabilità, al malfunzionamento dello scarico dei fumi dell’impianto di riscaldamento. I vigili del fuoco ricordano l’importanza di una corretta manutenzione degli impianti di produzione di calore, caminetti, stufe e canne fumarie che deve essere svolta da personale qualificato. Il monossido di carbonio è un gas letale che non ha odore e quindi proprio per questo difficile da individuare.
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