Sicurezza
Il “buco” di Henry Moore è diventato grigio smog e ha bisogno di una ripulita
prato. Uno dei simboli di Prato, l’opera “Forma squadrata con taglio” di Henry Moore, necessita di lavori per essere ripulita. La scultura, infatti, si presenta annerita dal logorio del tempo, dagli agenti atmosferici e pure dai gas di scarico dei mezzi che ogni giorno transitano in piazza San Marco dove la scultura è collocata dal 1974. In alcuni punti l’opera presenta vistose macchie nere e il marmo ha perso il suo candore per lasciare spazio ad un colore grigio. Per il momento dal Comune non è in programma nessun intervento sull’opera ma è anche vero che questo è il momento in cui l’amministrazione comunale sta lavorando alla stesura del bilancio di previsione (che deve essere presentato entro il 31 marzo), quindi potrebbero essere trovate risorse per provvedere alla ripulitura di quell’opera così importante per la città e che i pratesi chiamano semplicemente il “Buco”. L’opera è alta cinque metri ed è formata da trenta blocchi di marmo del Monte Altissimo delle Alpi Apuane. L’ultimo intervento di restauro alla “Forma squadrata con taglio” risale al 2012 quando a farsi promotore dell’iniziativa fu il collegio dei geometri, con la collaborazione del Comune, di Asm e di una cordata di imprese della città che volle sponsorizzare i restauri, lavori che costarono zero alle casse dell’amministrazione comunale. Eseguiti dalla ditta Piacenti, durarono sei mesi e fecero tornare l’opera al suo antico candore. Adesso sono trascorsi nove anni e la “Forma squadrata con taglio” necessita di altri interventi affinché venga tolta la patina nera che lentamente sta ricoprendo l’opera, annoverata fra le più importanti sculture contemporanee presenti in Italia e realizzata dall’artista inglese Henry Moore, considerato uno degli artisti più apprezzati del Novecento.
I lavori di restauro eseguiti nel 2012 si erano resi necessari in quanto gli agenti atmosferici e le muffe avevano annerito e corroso il marmo. Furono rinvenute anche delle microfratture dove era permeata l’acqua e questo richiese anche un’opera di stuccatura e consolidamento. Comunque gli interventi di cui ha bisogno l’opera sono meno complessi di quelli del 2012. «Sì – conferma Giammarco Piacenti, Ceo della Piacenti spa che si occupò dei lavori di ripulitura dell’opera – nel 2012 venne fatto un intervento mirato alla ripulitura di tutto il materiale lapideo attaccato da muffe e funghi oltre che dagli agenti atmosferici e dai gas di scarico dei mezzi. Ma c’è pure un’altra cosa importante da dire. La formazione di muffe e licheni è dovuta anche all’erba che circonda l’opera, per non parlare di quando si procede al taglio del verde e l’erba schizza addosso all’opera. Questo provoca un’accentuazione precoce della formazione del mondo vegetale». Piacenti spiega che per preservare l’opera al meglio sarebbe necessario che intorno alla scultura venisse realizzata una base ad esempio in Levocell, ovvero il finto sterrato come si può trovare in piazza Pitti a Firenze. Questo consentirebbe alla scultura di essere distanziata dall’erba di piazza San Marco, che non avrebbe così contatto diretto con il marmo e questo sarebbe meno attaccato da muffe e licheni. La “Forma squadrata con taglio” di Moore fu esposta per la prima volta nel 1972 alla retrospettiva dell’artista a Forte Belvedere a Firenze, inaugurata dalla principessa Margaret d’Inghilterra. Nel 1974 la scultura fu posta a Prato in piazza San Marco, dove sorgeva l’antica Porta Fiorentina. E divenne uno dei simboli della città. —
A.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
