Il Tirreno

Prato

gli anziani 

Appello dei medici agli over 80: «Tranquilli, vi chiamiamo noi»

Paolo Nencioni

Molti dottori sceglieranno il Centro Pegaso per le iniezioni Resta il problema di chi non si può muovere da casa Fondamentale fare presto

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prato. Che cosa deve fare una persona che ha più di 80 anni e vuole farsi vaccinare contro il Covid? Niente. Deve aspettare che sia il proprio medico di famiglia a chiamarlo per fissare un appuntamento. Lo chiarisce Alessandro Benelli, segretario provinciale dei medici di medicina generale. La cosiddetta “fase 2” della vaccinazione per gli ultraottantenni partirà teoricamente lunedì, ma ci vorranno alcuni giorni prima che vada a regime. La Regione fornirà ai medici il software necessario a inserire i propri assistiti nella campagna di vaccinazione e poi toccherà al singolo medico fare una lista, togliendo gli anziani ospiti delle case di riposo, che sono già stati quasi tutti vaccinati. A quel punto dipenderà da quante dosi di vaccino arriveranno.

La Federazione dei medici di famiglia ha ottenuto dall’Asl Toscana Centro di poter somministrare le dosi al Centro Pegaso di via Galcianese e molti anziani verranno convocati lì, dove sono stoccati i vaccini. Ai medici che invece decideranno di fare le vaccinazioni in ambulatorio sarà l’Asl a recapitare il vaccino. La terza via è rappresentata dalle vaccinazioni nelle sedi delle associazioni di volontariato, ancora tutte da definire.

All’inizio si prevede che di vaccini non ne arriveranno molti e ogni medico sarà impegnato per un’ora o poco più alla settimana, potendo così continuare a seguire i propri assistiti extra-Covid.

Il problema più difficile da risolvere è legato a quegli anziani che, pur non essendo ospiti di una casa di riposo, non hanno la possibilità di muoversi. Per loro è difficile usare il vaccino Pfizer-Biontech, che una volta aperto dura non più di 5 ore, spiega Benelli. Per loro, verosimilmente, bisognerà usare il vaccino Moderna, che si conserva per 30 ore ma al momento scarseggia. Ma quando ci sarà, i medici dovranno mettersi al volante e andare a casa degli assistiti. Complessivamente, i 177 medici di famiglia della provincia di Prato contano di vaccinare 1.080 ultraottantenni alla settimana in questa fase.

«Il problema è proprio la scarsità dei vaccini – dice Benelli – Senza benzina la macchina non va. Ma la cosa più importante, ora, è che i nostri assistiti non devono attaccarsi al telefono per chiedere il vaccino. Ci pensiamo noi a chiamarli».

Ancora più importante è fare presto. Le vaccinazioni sono iniziate ufficialmente da un mese e mezzo e finora solo 3.194 persone hanno ricevuto la seconda dose in provincia di Prato. A questo ritmo si calcola che servirebbero sette anni per vaccinare tutta la popolazione (esclusi i minorenni). Dunque bisogna darsi una mossa. —

Paolo Nencioni

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