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Prato

la donazione 

Un’eredità milionaria per il canile e la Rsa

Maria Lardara PRATO.
Un’eredità milionaria per il canile e la Rsa

Una centenaria che viveva alla Pietà ha lasciato i suoi averi alla casa di riposo Santa Caterina e al Comune per il Rifugio

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I cani li teneva con sé e li amava: eccome se li amava. La signora Nida ne aveva due. Appartenevano all’adorata figlia Maria Laura scomparsa nel 2016, a soli 56 anni. Era l’unica figlia e unica erede, innamorata dei suoi pelosi Gerry e Isotta. Ed è grazie alla generosità della vedova Nida Mazzanti, spentasi a ottobre all’età di 99 anni, se un giorno i cani della nostra città avranno una casa tutta nuova. Una casa più grande, più bella ma soprattutto più sicura perché lontano da un’area a rischio alluvione dov’è ora il canile al Calice. Sì, perché così l’anziana quasi centenaria avrebbe voluto. Così l’ha messo nero su bianco sul suo testamento suddividendo in due parti una sostanziosa eredità: metà al canile di Prato, metà alla residenza per anziani Santa Caterina. Il cuore generoso della signora che viveva in Giolica si è materializzato in un gesto ricco di senso civico. Un gesto che di questi tempi stupisce e commuove. È come se l’anziana vedova avesse voluto dimostrare il suo senso di riconoscenza per chi si prende cura delle creature più fragili: da una parte gli anziani ospitati in una struttura come la Rsa Santa Caterina alle prese in questo periodo con la gestione del Covid, dall’altra i trovatelli del canile. Che a Prato è una struttura comunale gestita da un’associazione, il canile “Il Rifugio” del Calice. Ecco perché l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario passerà domani prima dalla commissione consiliare 2 presieduta da Lorenzo Tinagli e poi dal consiglio comunale.

«L’accettazione con beneficio d’inventario ci consentirà di verificare a quanto ammontano i crediti e gli eventuali debiti – spiega l’assessora ai diritti degli animali Cristina Sanzò – Il servizio patrimonio lavorerà con gli uffici legali per andare a verificare l’entità di questo lascito importante che ci darà l’occasione di ripensare a nuovo canile rispettando così la volontà della nostra concittadina defunta». Nonostante l’attuale struttura sia messa in sicurezza, resta la ferita dell’alluvione del 2009 al Calice quando tutti gli ospiti furono evacuati e spostati all’ex Ippodromo. «Andremo a condividere un percorso insieme alle associazioni animaliste della città per individuare un’area dove realizzare una nuova struttura», dice Sanzò che in commissione sarà affiancata dal collega di giunta Gabriele Bosi, delega al patrimonio. Non è stato calcolato l’ammontare degli importi che entreranno nelle casse del Comune. Si parlerebbe di un patrimonio ingente a sei zeri, sia mobiliare che immobiliare. La notizia del lascito è arrivata in casa del Comune con una telefonata del notaio agli inizi di gennaio, idem per la Rsa Santa Caterina che non ha avuto la benefattrice fra i suoi ospiti. «Siamo stati informati dalle banche in merito all’eredità – dice Vladimiro D’Agostino, presidente della cooperativa Sarah che gestisce la Rsa – Da un controllo dei registri non siamo riusciti a capire il legame della signora Nida con la nostra struttura verso la quale è stata sicuramente generosa». —



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