Toscana
Vaccinazione di massa al via da venerdì Al Pegaso under 55 e categorie prioritarie
Gli anziani dovranno invece rivolgersi al medico di famiglia. Il monito della prefetta: «Guai ad abbassare la guardia»
Inizierà venerdì la vaccinazione di massa contro il Covid a Prato. La data, in attesa della conferma ufficiale della Regione, è emersa ieri nel corso della visita che la prefetta Adriana Cogode ha compiuto all'ospedale Santo Stefano, presente la direttrice dell'ospedale Daniela Matarrese.
Il punto di vaccinazione per la provincia di Prato, com'è noto da tempo, sarà il Centro Covid Pegaso di via Galcianese (ex Creaf), ma al momento non è chiaro se lì dovranno rivolgersi anche gli ultra-ottantenni o solo le persone under 55 delle categorie prioritarie indicate dal Governo: forze armate, personale scolastico e universitario, lavoratori dei servizi essenziali (oltre alla comunità carceraria che sarà vaccinata negli istituti di pena).
Secondo quanto anticipato dal presidente della Regione, gli ultra-ottantenni (che in provincia sono 14.507) dovranno rivolgersi in prima battuta al medico di famiglia, che effettuerà la prenotazione sul portale della Regione oppure somministrerà il vaccino se questo sarà a disposizione.
L'accelerazione della fase 3 della vaccinazione è legata all'arrivo di 15.400 dosi della fornitura AstraZeneca che potrà quindi essere già utilizzata a metà settimana: da domani al Mandela Forum di Firenze, da giovedì all'ex Breda di Pistoia, da venerdì al Centro Covid Pegaso di Prato.
I medici di famiglia sono in attesa di disposizioni da parte della Regione sulla fornitura dei vaccini, in particolare se debbano andare loro a procurarseli nelle farmacie o se sarà la farmacia dell’ospedale a portarli ai medici (più probabile questa seconda ipotesi). Oggi è previsto un incontro tra i medici di famiglia e la direttrice dell’ospedale e domani ci sarà una riunione del comitato aziendale dell'Asl Toscana Centro per definire meglio l'organizzazione: tra le ipotesi anche l’uso dell’ex Creaf anche per le vaccinazioni degli anziani, fatte dai medici di famiglia.
Ieri la direttrice dell’ospedale ha spiegato che il personale per le vaccinazioni sarà fornito dai medici reclutati coi bandi del commissario Arcuri, dal Dipartimento di prevenzione e dagli infermieri dell’ospedale. All’ex Creaf lavoreranno squadre di quattro persone (un medico, due assistenti sanitari e un infermiere). Nei giorni scorsi l’assessore Luigi Biancalani ha ipotizzato che si possano fare 1.500 vaccini al giorno, ma questo accadrà a regime e dipenderà dalla disponibilità del vaccino.
Ai medici di famiglia risulta che il vaccino Moderna sia più indicato per le vaccinazioni a domicilio, perché distribuito in singole dosi e più facile da conservare.
Ma mentre sta per partire la vaccinazione di massa (anche se limitata agli over 80 e alle categorie indicate dal governo) non è ancora terminata quella del personale sanitario di Prato, che l’Asl conta di completare non prima della seconda metà di marzo.
Finora ci sono state solo due reazioni avverse su circa 2.700 vaccinazioni, entrambe trattate in ospedale con l’aiuto degli anestesisti (una dopo la prima dose, una dopo la seconda), ma è un numero molto basso rispetto al totale e non ci sono state complicazioni.
Ieri il prefetto Cogode, dopo aver fatto i complimenti all’organizzazione dell’ospedale e alla passione che ha visto in medici e infermieri, ha invitato a non abbassare la guardia. «Bisogna assolutamente evitare – ha detto – che l’inizio della vaccinazione sia percepito come un motivo valido per allentare le misure di sicurezza contro il contagio. Purtroppo la curva del contagio è in risalita e questa settimana sarà decisiva per tenerla ferma».
Per questo domani o mercoledì è convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che dovrà ulteriormente rafforzare i controlli sui comportamenti individuali. —
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