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Prato

la città che cambia 

«Bello il Parco urbano, ma gli alberi dove sono?»

Alessandro Formichella PRATO.
«Bello il Parco urbano, ma gli alberi dove sono?»

Maioriello (M5S) critica il progetto del paesaggista francese Michel Desvigne L’assessore Barberis assicura che nell’area verde ci saranno decine di piante

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Bello quel parco, ma gli alberi dove sono? Se lo chiede il consigliere comunale Carmine Maioriello del M5S dopo aver visto i rendering del nuovo Parco urbano che sarà realizzato al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce.

«L'amministrazione comunale – scrive Maioriello – spenderà molti soldi (nostri) per un'opera che probabilmente entusiasmerà i radical chic, ma che nella realtà di tutti i giorni, difficilmente potrà essere fruita appieno e con soddisfazione da tutti i cittadini pratesi che vogliono fare sport oppure passare il tempo libero nella bella stagione cercando refrigerio dalla calura estiva all'ombra degli alberi. Già, gli alberi, dove sono gli alberi? La prima cosa che salta all'occhio è la scarsa presenza di alberi all'interno del parco: c'è bisogno di alberi che uniscono e non di siepi che dividono. Un parco progettato da un professionista (Michel Desvigne, ndr) sicuramente competente e titolato, ma che non ha previsto ampie zone d'ombra: forse perché abituato alle fresche estati parigine piuttosto che alle torride estati pratesi? Dalla rappresentazione grafica non si intravedono, inoltre, aree destinate all'attività sportiva. Il nostro centro cittadino ha decisamente bisogno di più verde, più natura e magari visto che lo spazio lo consente, pensare, perché no, anche ad un ampio specchio d'acqua artificiale oltre alla vasca lungo le mura». Maioriello conclude con un appello: «Assessore Barberis ci ascolti! Se il progetto non verrà opportunamente modificato si rischierà nei caldi mesi estivi, che il nostro parco urbano si trasformi nel primo esperimento di savana cittadina o meglio, se preferisce perché in inglese suona meglio: "Urban Savannah"».

Ma l’assessore a Urbanistica e ambiente Valerio Barberis è di tutt’altro avviso. «Il progetto esecutivo – spiega – prevede la piantumazione di alberi autoctoni con aree di vegetazione e altre aree di piante tipicamente mediterranee. È un progetto che sta facendo il giro del mondo a dimostrazione di cosa voglia dire ambiente all’interno di una città. È stato realizzato da uno dei più grandi paesaggisti esistenti».

130 alberi di origine autoctona in più a quelli già presenti più siepi in alloro da aggiungere per un chilometro e mezzo. Insomma, il profilo della città e delle mura resterà ben visibile, ma in alcuni tratti secondo l’assessore il parco urbano sarà quasi un bosco. Un polmone verde di 32mila metri quadrati, oltre tre ettari, all’interno delle mura. Ma l’assessore assicura che nel progetto esecutivo, gli alberi ci sono. Come ci sono le siepi in alloro. Tutti e cinque gli ingressi al Parco saranno «punti più boscati – prosegue Barberis – in modo da segnare il passaggio dalla città al parco attraverso gli alberi. Da qui si accederà poi al parco vero e proprio».

«Capisco, ma non proprio del tutto, la polemica politica del M5S – osserva Barberis – Pensiamo bene che questa è una grande opera ambientale proprio dentro la città, un altro modo di concepire la vita urbana e l’urbanizzazione. Gli alberi? Eccome se ci saranno, basta guardare gli atti, vedere il progetto esecutivo che andrà all’approvazione. È tutto pubblico, non capisco sinceramente cosa pensi qualcuno». —

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