Toscana
Raro granchio cinese trovato in un giardino Per gli esperti è nocivo
PRATO. È comparso la mattina del 2 febbraio, in un giardinetto lungo via Firenze, un grosso granchio con vistose chele bianche e nere ricoperte alla base da una folta peluria scura. Un visitatore sicuramente insolito per un giardino di Prato, tanto che il Centro di scienze naturali-fondazione Parsec è stato avvertito e l’animaletto è stato catturato e portato nella struttura di Galceti.
Qui gli esperti lo hanno riconosciuto: un esemplare di maschio adulto che appartiene alla specie Eriocheir sinensis, o granchio cinese dalle muffole ed è originario di Cina e Corea, quasi mai avvistato in Toscana. Il granchio è classificato come esotico-invasiva da un decreto legge del 2017, che ne proibisce possesso, commercio e trasporto sul territorio nazionale come specie che possono costituire una minaccia per l’ambiente e le attività umane: questo animale in Italia non dovrebbe proprio esserci. Ma nella Cina orientale è considerato una leccornia e quindi non è improbabile che sia fuggito dalla cesta di qualche pescivendolo o dalla cucina di uno chef un po’ distratto. Il granchio in questione appartiene a una specie catadroma (discende i fiumi per depore le uova in mare), gli adulti vivono in acque dolci, ma si recano negli estuari dei fiumi per riprodursi. Onnivoro e opportunista è estremamente adattabile a diverse condizioni climatiche e all’inquinamento delle acque. Ha colonizzato il centro-nord Europa e il Nord America, dove viene considerato un dannoso invasore con forti impatti negativi sugli ecosistemi nativi. Scava profonde tane negli argini, che ne possono provocare il crollo, e durante le migrazioni di massa che compie verso il mare può addirittura intasare tubature e altri sistemi di drenaggio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
