Il Tirreno

Prato

arte 

Due opere di Pistoletto e Klein nella collezione del museo del Pretorio

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PRATO. Due importanti opere entreranno a far parte della collezione permanente del museo di palazzo Pretorio, grazie alla generosità del collezionista pratese Carlo Palli. Si tratta della “Venere Maria - Nudo color seppia” di Michelangelo Pistoletto e “Victoire de Samothrace” di Yves Klein. Entrambe le opere sono già state esposte al museo in occasione della mostra Syncronicity, nel 2015 e quindi quello che potrebbe concretizzarsi è un gradito ritorno. La giunta comunale si è già espressa favorevolmente alla donazione; adesso la parola passa al consiglio che dovrà esprimersi giovedì prossimo.

Entrambe le opere saranno collocate al terzo piano, nella sezione dedicata all’Ottocento e al Novecento, vicina alle sculture di Lorenzo Bartolini e di Jacques Lipchitz, proprio dove era stata allestita l’opera di Pistoletto in occasione di Syncronicity.”Venere Maria” è una serigrafia su acciaio inossidabile lucidato a specchio, una delle opere più amate dell’artista, che rappresenta la moglie Maria Pioppi. «Il curatore Stefano Pezzato accostò quest’opera a capolavori quali la Venere d’Urbino di Tiziano, la Maya desnuda di Goya, Olympia di Manet, suggerendo l’idea che se i secoli passati avevano avuto la loro Venere, il Novecento aveva quella di Pistoletto», commenta Carlo Palli.

“Victoire de Samothrace” fu dipinto nei primi anni Sessanta da Yves Klein: tre opere in gesso, riproduzioni di capolavori dell’arte del passato conservati al Louvre. Uno di questi è la “Venere di Samotracia”: l’artista vuole così liberare l’opera dai legacci della tradizione classica. L’Ikb è una vernice inventata da Klein con il pigmento monocromo blu, diventato iconico per l’artista, che evoca la contemplazione e l’infinito. È proprio questa l’opera che presto sarà possibile ammirare all’interno del museo del Pretorio.

«Queste opere sono un altro tassello che va ad arricchire il museo e che ci permette di omaggiare due degli artisti contemporanei molto apprezzati», dice Simone Mangani, assessore alla cultura del comune di Prato. —

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