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Morte di Iannelli, udienza a fine mese

Vezio Trifoni
Morte di Iannelli, udienza a fine mese

Gli avvocati della famiglia contro la richiesta di archiviazione Il padre Carlo: «Giustizia per Giovanni, sicurezza per tutti»

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prato. È stata fissata per mercoledì 24 febbraio l’udienza davanti al gip di Alessandria del procedimento penale per la morte di Giovanni Iannelli, il ventiduenne corridore pratese deceduto in seguito alla caduta in volata durante una gara ciclistica in provincia di Alessandria il 5 ottobre del 2019. Gli avvocati della famiglia Iannelli, Leonardo Pugi e Gabriele Terranova, si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal pm. L’obbiettivo dei legali di Iannelli è quello di andare a processo anche se sembra che il reato che potrà essere eccepito è quello di colpa omissiva che ha causato l’evento morte. Quindi un reato colposo e non doloso. Inoltre non esisterebbe il nesso di causalità tra la predisposizione delle transenne (obbligatorie e per questo gli organizzatori sono stati giudicati colpevoli dalla giustizia sportiva con 500 euro di multa da parte della Corte Sportiva di Appello e di mille euro di multa alla società organizzatrice di quella gara e la squalifica per 8 mesi al suo presidente, al direttore di corsa ed al vice direttore) e l’incidente avvenuto a 145 metri dal traguardo.

A questo si aggiunge un’altra prerogativa legata al ciclismo che è ritenuto uno sport pericoloso dove non si può assicurare un rischio zero a chi partecipa. Il 24 febbraio sarà comunque una data molto importante per la famiglia Iannelli e per i tanti sostenitori del blog Giustizia per Giovanni.

«Cosa vorrei io? Una cosa banale, un principio di civiltà – spiega il padre Carlo – Io vorrei che si celebrasse un processo. Tutto qui. Io non ho timore ad affrontarlo, sapendo anche che il processo si potrebbe concludere con un qualcosa di diverso da quelle che sono le mie aspettative. Però ripeto, questo è un principio di civiltà».

Carlo Iannelli continua a parlare di ciclismo e di sicurezza, affinché non si possano ripetere incidenti come quello occorso al figlio. Spera in qualcosa di diverso dai nuovi dirigenti della federciclismo Toscana eletti a inizio gennaio a Montecatini e da quelli della Federazione Ciclistica Italiana, che saranno eletti a Fiumicino in occasione dell’assemblea delle società il 21 febbraio proprio a tre giorni dall’udienza che deciderà se verrà dibattuto il processo. Tra l’altro a marzo andrà avanti la causa civile dove verranno chieste le prove e chiamati i testimoni e la richiesta della parte offesa è di 1,6 milioni di euro come risarcimento. «Il nostro obbiettivo – conclude Iannelli – lo ripeto è uno solo: giustizia per Giovanni e sicurezza per tutti». —

Vezio Trifoni

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