La protesta
Condannati due carabinieri accusati di avere organizzato una rapina
Quattro anni e otto mesi a un brigadiere mentre un appuntato patteggia quattro anni. Pene fra i due e i quattro anni per cinque complici. L'episodio ai danni di un imprenditore cinese avvenne nel maggio 2019
PRATO. Una condanna e un patteggiamento con rito abbreviato per un ex appuntato e un ex brigadiere dei carabinieri accusati di avere organizzato una rapina a un imprenditore cinese insieme ad altre cinque persone. È la sentenza emessa oggi, martedì 2, dal giudice delle udienze preliminari nei confronti del brigadiere Giuliano Rosa (55 anni), condannato a quattro anni e otto mesi e dell’appuntato Ennio Serino (38 anni), che ha patteggiato quattro anni, entrambi all’epoca dei fatti in servizio al nucleo radiomobile di Prato. Entrambi sono stati sospesi dall'Arma.
Oltre a loro, hanno patteggiato 4 anni coloro che vengono ritenuti gli esecutori materiali della rapina: Michele Langella Esposito, Antonio D’Avino e Giuseppe Riano. Infine, pena a 2 anni col patteggiamento per Vincenzo Russo e Giuseppe Zanfardino, venditori ambulanti di frutta che lavorano a Prato ma sono originari della Campania. I due sono accusati di essere gli intermediari fra i militari e i rapinatori. Sia Serino che Rosa, il primo difeso dall’avvocato Giuseppe Nicolosi e il secondo da Elena Giusti e Vincenzo Franco, sono attualmente agli arresti domiciliari.
L’inchiesta guidata dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Massimo Petrocchi e condotta dagli stessi carabinieri di Prato è durata meno di due anni: la rapina avvenne nel maggio del 2019 nell’abitazione di un imprenditore cinese a Galciana e fruttò 11.000 euro. Ad accusare i due militari furono i tre campani e il primo ad essere arrestato, nel dicembre 2019, furono Serino e i due venditori di frutta. Rosa si è sempre proclamato innocente ed ha scelto di non patteggiare. Per lui i pubblici ministeri avevano chiesto che non vengano concesse le attenuanti generiche, in considerazione del ruolo che rivestiva all’epoca dei fatti, cioè di membro dell’Arma che è chiamata a prevenire e reprimere e reati e non certo a favorirli.
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