La manifestazione
Torturata e uccisa per un debito di settecento euro
La versione dell’assassino della donna trovata morta a Santo Domingo. Slitta ancora l’interrogatorio dei due italiani fermati
prato. Claudia Lepore è stata torturata prima di essere uccisa. Lo rivelano gli avvocati della famiglia della donna di Carpi il cui cadavere è stato trovato la scorsa settimana nella sua abitazione di Bavaro, a Santo Domingo, e per il cui omicidio, oltre all’assassino reo confesso, Antonio Lantigua, sono in stato di fermo Ilaria Benati di Modena e Jacopo Capasso di Prato.
«Se l’esame autoptico dovesse confermare i primi rilievi effettuati sul cadavere – dicono Enrico Aimi e Giulia Giusti – ci troveremmo di fronte ad un delitto consumato con sadica efferatezza. La morte per soffocamento sarebbe solo l’atto finale di una sequela di spietate torture. Il corpo è stato rinvenuto congelato in posizione seduta nel freezer della cucina, con un lenzuolo legato al collo con nodo scorsoio per trattenerlo. Non si è trattato dunque di un delitto con dolo d’impeto ma con premeditazione. Dalla nostra prima ricostruzione l’assassino potrebbe aver cercato di estorcere qualcosa alla vittima prima di strangolarla. Un mistero che riteniamo potrà essere svelato dai segreti allo stato ancora contenuti nel telefono cellulare della vittima e degli indagati».
Intanto la stampa dominicana ieri scriveva che è stata nuovamente rinviata al 2 febbraio l’udienza nella quale i due italiani compariranno davanti al giudice di Higuey, per consentire al difensore di esaminare le carte.
In queste ore è emersa inoltre un’altra ricostruzione, quella fornita dallo stesso omicida. Lantigua sostiene di aver avuto una lite con Claudia Lepore perché la donna gli era debitrice di 50.000 pesos (700 euro). Al culmine della lite, dice Lantigua, lui l’avrebbe picchiata, gettata a terra e poi legata con del nastro adesivo a un bastone, prima di chiuderla nel freezer. Ma ancora non si sa se la donna fosse viva o morta quando è stata messa nel frigorifero. —
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