Sicurezza
Sciopero e corteo, il Si Cobas porta in piazza i lavoratori contro lo sfruttamento
Manifestazioni trainate dal sindacato di base in piazza del Comune e al Macrolotto. "Vogliamo un distretto che garantisca lavoro e diritti a tutti. Si può fare riportando le ore settimanali alle 40 previste per legge"
PRATO. Alì è in sciopero da undici giorni davanti ai cancelli della stamperia Texprint. La sua voce rimbombava ieri mattina in piazza del Comune con l'altoparlante. Non lo ferma nemmeno la pioggia battente. Il lavoratore pachistano racconta di aver lavorato per sei mesi senza un contratto alla stamperia di via Sabadell a conduzione cinese. Come lui, altri suoi colleghi. Reclama diritti Alì, riassunti nello slogan dello sciopero generale “Otto per cinque” indetto dai Sì Cobas. Il risultato è 40, ovvero quanto dovrebbe lavorare un operaio durante la settimana.
«E invece mi ritrovo a lavorare 12 ore al giorno, compresa la domenica - racconta Alì - E per sei mesi non ho avuto un contratto». E la crisi post-Covid? I volumi di lavoro sono diminuiti anche per le stamperie e tintorie. Ma in alcune realtà gestite da imprenditori orientali, gli ammortizzatori sociali non vengono impiegati sempre come si dovrebbe. «Impensabile che venga operata una discriminazione tra i lavoratori a otto ore, iscritti al sindacato, per i quali viene chiesta la cassa integrazione mentre per altri i turni sono di 12 ore al giorno – raccontano Luca Toscano e Sarah Caudiero, referenti pratesi dei Sì Cobas - Occorre un riequilibrio nell'utilizzo della forza lavoro».
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La manifestazione si è snodata da piazza del Comune per proseguire nel Macrolotto: secondo gli organizzatori, l'adesione ha visto il coinvolgimento di 400 lavoratori di 12 aziende tessili e della logistica. «Non accettiamo un futuro basato su un sistema di sfruttamento - dicono i Sì Cobas - Vogliamo un distretto che garantisca lavoro e diritti a tutti. Si può fare riportando le ore settimanali alle 40 previste per legge».
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