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Il senatore: «Si faccia luce sul caso dei cinesi “fantasma”»

Il senatore: «Si faccia luce sul caso dei cinesi “fantasma”»

Positivi con documenti falsi: La Pietra (FdI) chiede l’intervento della Procura Aumentano i nuovi contagiati, confermato il focolaio orientale, stazionari i ricoveri

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prato. Aumentano i nuovi casi di Covid a Prato (quasi triplicati nel giro di pochi giorni) e si conferma la presenza di un focolaio nella comunità cinese: dei 53 nuovi positivi delle ultime 24 ore, 11 sono di nazionalità cinese.

Anche ieri non sono state invece nuove vittime nel bollettino della Regione, neppure quelle accertate dai giornali nei giorni scorsi. Il totale ufficiale dei decessi per Covid a Prato e provincia resta dunque fermo da tre giorni a quota 286.

I ricoveri. Stazionaria la situazione dei ricoveri, che sono in totale 96 rispetto ai 93 del giorno prima: 32 su 50 posti nel reparto Covid, 6 su 20 a Terapia intensiva Covid, 16 su 23 al Centro Pegaso, 42 su 42 alle cure intermedie della Melagrana di Narnali, mentre l’ex Malattie infettive del vecchio ospedale si è svuotato.

I cinesi “fantasma”. Intanto fa ancora discutere il caso dei cinesi che sono risultati positivi al test molecolare analizzato dal laboratorio Synlab e si sono resi irreperibili mostrando documenti falsi e dando numeri di telefono inesistenti.

«Viene sfatato il mito che i cinesi sono immuni al Covid - commenta l’ex assessore Aldo Milone - Tutto ciò fa sorgere anche una domanda: nel primo lockdown quanti di questi sono stati sottoposti a controlli? C’era un luogo comune che si era diffuso in città con cui si diceva che si erano subito isolati e quindi erano stati molto più diligenti dei pratesi. Però anche allora io fui molto scettico e sorpreso, non solo io, che non ci fosse un positivo all’interno della comunità orientale».

«Documenti fasulli per ottenere di essere sottoposti al tampone e poi tornare nel completo anonimato e peggio, in caso di positività, impedire alle autorità sanitarie di essere rintracciati per l’adozione delle misure necessarie a evitare la moltiplicazione dei contagi - commenta il senatore Patrizio La Pietra di Fratelli d’Italia - Un atteggiamento fortemente censurabile da parte di cittadini cinesi che più di tutti conoscono il pericolo rappresentato dal coronavirus».

«Serve fare chiarezza – dice La Pietra – occorre conoscere cosa prevedono i protocolli sanitari a carico delle strutture private e valutare la correttezza della procedura. Sono necessarie risposte alle preoccupazioni dei cittadini che hanno il diritto di sapere perché, potenzialmente, rischiano di entrare in contatto con persone positive al virus – continua il senatore La Pietra – che consapevolmente si sono rese irreperibili. Mi auguro che il Consolato e i referenti della comunità si facciano carico di questa situazione. Voglio ricordare che erano cinesi i manifesti giganti comparsi a Prato durante la prima ondata della pandemia con messaggi di solidarietà e rassicurazione. Ora è il momento per dimostrare con i fatti il significato di quelle parole. Auspico anche un intervento della magistratura affinché si faccia luce sull’accaduto». —

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