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La superciclovia Prato-Firenze parte con l’incognita dei fondi

Samuele Bartolini PRATO.
La superciclovia Prato-Firenze parte con l’incognita dei fondi

Biffoni e Nardella presentano il progetto: in mezz’ora dal Pecci a Peretola Ma solo tre lotti sono finanziati, gli altri sono appesi ai soldi del Recovey Plan

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«Non è proprio il caso di mettersi a fare il piccolo chimico». Già, il piccolo chimico. Chissà che non dipenda tutto da Matteo Renzi. Sì, perché il problema non sono le tratte rosse: quelle sono già finanziate, ma le tratte celesti: qui ci vogliono i soldi del Recovery Plan, sennò la sbiciclettata tutta salute rischia di sfumare.

Palazzo Medici Riccardi: presentazione della superciclabile Prato-Firenze col sindaco di Prato Matteo Biffoni e il sindaco di Firenze Dario Nardella. È ai nastri di partenza la procedura per fare i 12 chilometri di superciclabile “tutta salute” – dice Nardella – per andare dal Museo Pecci di Prato all’aeroporto di Firenze in 30 minuti. Con la macchina un’ora. Quando c’è il traffico sull’A11 in entrata e in uscita da fabbriche e uffici per lavoro, Dio ce ne scampi e liberi.

È Nardella a tirare fuori dal cappello il piccolo chimico, per la verità non dice il nome, ma è chiaro che, in piena crisi politica e col dimissionario presidente del consiglio Conte a colloquio col presidente della Repubblica Mattarella per acciuffare un terzo governo di legislatura, quando il sindaco di Firenze parla del piccolo chimico pensano tutti a Renzi “il picconatore”. Sì, Renzi: perché se non nasce alla svelta un terzo esecutivo nazionale e non acchiappa dal cielo europeo la manna dei 200 e passa miliardi tradotti in Recovery Plan per la Regione Toscana, anche le tratte celesti della superciclabile Prato-Firenze potrebbero andare a farsi benedire, cioé non essere finanziate, con tanti saluti alla sua intera realizzazione in tempi ragionevoli: il 2025. E quella superstrada Prato-Firenze del benessere fisico per noi umani (“si brucia l’equivalente di due cornetti carichi di Nutella facendola in bici”, la butta là Nardella), nonché autentico polmone d’aria per la piana fiorentina (una delle zone più inquinate d’Italia al pari della Pianura Padana, dice l’Oms), col rischio che il presidente Giani riprenda l’idea del nuovo aeroporto di Peretola (il 23 marzo 2020 la vecchia giunta Rossi ha ridato fiato al progetto con la nuova variante al Pit e l’associazione Vas ha risposto con una informativa alla Regione), la superciclabile non sarebbe finita. E si sa come la pensa Prato sulla pista parallela. Non la vuole.

Le cifre della superciclabile sono interessanti. Partendo da Prato: lotto 7, 2 e 1 (7,1 chilometri) già finanziati. Sul piatto ci sono 8,2 milioni. Appalto dei lavori entro fine anno. Per Prato: è il tratto Museo Pecci-I Gigli. Bella storia che spariscano «due tonnellate di Co2 l’anno quando tutti i sette lotti saranno realizzati», ci dice in un orecchio il direttore del consiglio comunale di Firenze Pietro Rubellini. «Ma basta parole, qui si fanno i fatti», chiude Biffoni. Col raddoppio di Peretola? Staremo a vedere. —



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