La manifestazione
Un altro Capodanno senza il dragone
Un solo appuntamento per gli orientali al tempio buddista Il segretario Finizio: «È l’unica cosa che possiamo fare»
Uno ad uno in fila e ben distanziati, con mascherina e guanti in lattice, per dare il rintocco alla campana nel tempio buddista Pu Hua Si, in piazza del Mercato nuovo. Sarà festeggiato così, giovedì 11 febbraio alle 17 in concomitanza della mezzanotte a Pechino, il capodanno cinese, con un rito propiziatorio buddista, per aprire il 2021, l’anno del Bufalo.
Modi sommessi, niente di più questa volta. Niente sfilate del Dragone per le vie di Prato, come d’altronde già accadde un anno fa all’inizio della pandemia, e non dovranno esserci assembramenti. Così è stato deciso di non fare alcun festeggiamento all’esterno del tempio Pu Hua Si. Inizia fra meno di venti giorni la più importante festa cinese, il capodanno lunare, la Festa di primavera che in cinese si chiama “Lichun”. Il 4 febbraio dell’anno scorso ebbe inizio l’anno del Topo, quello ancora prima del Maiale. Dodici mesi fa, quando le notizie sulla diffusione del Covid erano già di dominio pubblico, a Prato la maggior parte dei festeggiamenti fu annullata quasi all’ultimo momento e fu fatta solo la performance dell’artista Ai Teng, che la mattina del 2 febbraio attaccò sulle pareti delle case fra via Pistoiese e via Filzi 716 stampe “Nianhua”, su carta di riso. Pochi giorni prima, il 30 gennaio, era arrivata la notizia dei primi due casi accertati Covid-19 in Italia: si trattò di due turisti cinesi ricoverati in isolamento all’ospedale Spallanzani di Roma. Ma ancora non si poteva capire cosa sarebbe stata la pandemia.
«Quest’anno è l’unica cosa che possiamo fare in condizioni di sicurezza – spiega Davide Finizio, segretario del tempio buddista – Possiamo solo dare la possibilità a chiunque lo desideri di suonare la campana, un rito importante per il mondo orientale e soprattutto per quello buddista. Ma non possiamo in alcun modo organizzare manifestazioni diverse. A chi verrà l’11 febbraio forniremo guanti in lattice per entrare e dare il rintocco alla campana. Naturalmente tutti dovranno avere la mascherina». La comunità orientale a Prato è di quelle importanti, con circa 25mila residenti ufficiali, terza comunità per numero e forza economica in Europa, uno dei motori finanziari adesso della città. L’occasione del capodanno lunare è una data fondamentale per i cinesi. Al centro della festa non ci sono solo i festeggiamenti pubblici, ma anche e soprattutto le famiglie che si riuniscono. «La situazione adesso in Cina è più tranquilla che in Italia e sicuramente ci saranno persone che torneranno in Cina per il capodanno lunare. Consideriamo, però, che ci vuole il tampone negativo fatto poche ore prima di partire e che arrivati in Cina si deve stare in quarantena in appositi alberghi a proprie spese» chiarisce il consigliere comunale Marco Wong.
«Non sappiamo quante persone verranno l’11 febbraio e non sappiamo neppure come risponderà la comunità cinese all’evento di quest’anno, molto ridimensionato» dice Davide Finizio. «C’è molta attenzione al problema sanitario nella comunità pratese. E spero che le riunioni familiari per i festeggiamenti siano fatte secondo tutti i criteri di sicurezza» conclude Wong. Intanto il Dragone non sfila per la città. Tutto è rimandato al 2022. —
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