La manifestazione
Consigliere comunale querela la presidente della Commissione
Marco Curcio (Lega) ai ferri corti con Rosanna Sciumbata (Lista Biffoni) dopo un duro scontro durante una seduta sul focolaio Covid: "Non mi ha lasciato parlare"
PRATO. Il consigliere comunale Marco Curcio della Lega ha annunciato l'intenzione di querelare Rosanna Sciumbata (lista Biffoni sindaco), presidente della commissione sulle Politiche sociali, dopo un alterco che si è verificato ieri, 22 gennaio, durante una seduta della commissione convocata per fare il punto sulla situazione del focolaio Covid nella casa di riposo Santa Caterina e sulla campagna di vaccinazione. In diretta streaming, Sciumbata e Curcio sono stati protagonisti di un lunghissimo botta e risposta (in realtà ha parlato a voce alta quasi solo la presidente) perché Sciumbata non voleva che Curcio chiedesse l'inserimento di un punto all'ordine del giorno dicendo che avrebbe parlato successivamente.
"Gli episodi a danno dell'espletamento del mio mandato elettivo perpetrati dalla signora Sciumbata - scrive ora Curcio - sono troppi e non intendo tollerarne altri: sono stufo che dal suo ruolo di presidente di commissione mi impedisca di parlare e si permetta di insinuare cose non veritiere ed infamanti nei miei confronti. La signora Sciumbata non è nuova a comportamenti e atti finalizzati a condizionare e limitare l'esercizio del mio mandato elettivo sancito dalla Costituzione, in qualità di consigliere comunale e quindi di pubblico ufficiale: chiedere le sue dimissioni non basta più. Spero di dimetta comunque al più presto, per i suoi atteggiamenti ostruzionistici e parziali che non si confanno al suo ruolo, ma intanto mi tutelo rivolgendomi alle autorità".
"Ieri - spiega Curcio - ai sensi dell'articolo 19 comma 5 del Regolamento a inizio della seduta volevo domandare se fosse stato possibile inserire un argomento all'Ordine del Giorno. Questione di un minuto: la richiesta andava ascoltata, messa ai voti e si sarebbe proseguito regolarmente. Invece la signora Sciumbata ha cominciato a inveire nei miei confronti, urlando in diretta streaming, dicendo che non voleva farmi parlare e che avrei parlato solo a fine seduta. Mentre gridava, sono riuscito ad accennare alla cosa in maniera pacata, ma la presidente ha deliberatamente ignorato il Regolamento e mi ha tolto definitivamente la parola. La signora Sciumbata ha anche esternato delle considerazioni inopportune e spiacevoli sulla mia persona, alle quali non è purtroppo nuova. A differenza sua, sono molto tranquillo, la aspetto davanti a un giudice imparziale".
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