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il caso 

Tamponi, falsa partenza I presidi sono all’oscuro

Maria Lardara PRATO.
Tamponi, falsa partenza I presidi sono all’oscuro

I test rapidi sono iniziati venerdì nelle scuole, ma per ora è stato solo uno spot Si attendono le indicazioni della Regione per dare gambe al progetto

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Si fa presto a dire tamponi rapidi nelle scuole. La vera domanda è: dove e quando? A distanza di 72 ore dall’avvio della campagna di screening che ha preso le mosse dal Buzzi, non esiste ancora una mappa delle scuole superiori pratesi dove si recherà nei prossimi giorni il personale dell’Ufficio igiene dell’Asl. Inizialmente si era parlato di una rosa di sei istituti a fronte dei dieci che si contano a Prato, con una previsione di 150-200 studenti da sottoporre settimanalmente ai test a campione. Venticinque i primi alunni tamponati venerdì in cinque classi al Buzzi, cinque per ogni classe. Al Buzzi si tornerà per testare via via i compagni degli alunni per i quali il tampone ha dato esito negativo, fino a giugno. «Quello che sappiamo è che ogni settimana si svolgeranno i tamponi in cinque classi di un istituto diverso», spiega il presidente della Provincia Francesco Puggelli. Cadono dalle nuvole i dirigenti scolastici, in attesa di istruzioni. «Li stiamo aspettando – confessa il preside del Datini Daniele Santagati – Mi auguro che l’Asl tenga conto dei numeri del polo di via Reggiana». All’oscuro anche il collega Mario Di Carlo (Cicognini-Rodari) e Mariagrazia Ciambellotti, preside del Livi-Brunelleschi. «Abbiamo ricevuto solo una circolare che ci informava sull’avvio della campagna». Sì, ma quando? Ogni giorno che passa è prezioso, a undici mesi dallo scoppio della pandemia. Si attende una delibera della giunta regionale per estendere l’iniziativa e dare gambe così veramente al progetto di monitoraggio “Scuole sicure”. «Stiamo attendendo la formalizzazione della novità per raccordarci con le dirigenze scolastiche e programmare gli interventi», fa sapere Renzo Berti, a capo del Dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Centro.

Intanto all’alberghiero Datini si sperimentano nuovi spazi per la didattica innovativa in funzione anti-Covid. Ieri mattina è stato inaugurato un dehors, come quello che hanno in dotazione bar e ristoranti, collegato con un tunnel al bar didattico. Un’aula nuova, utilizzabile sia d’inverno con il riscaldamento che d’estate con le tende abbassate, ricavata dagli spazi esterni che servirà soprattutto per le attività di laboratorio: il dehors è stato acquistato con fondi ministeriali (37mila euro) che si aggiungono ad altri diecimila euro per realizzare il collegamento autorizzato dalla Provincia. «Ci siamo ispirati alle strutture in piazza della Repubblica e piazza della Signoria a Firenze – racconta Santagati – All’aula potranno accedere ogni giorno due classi del triennio. Gli studenti avranno un tablet per passare gli ordini alla cucina, proprio come avviene nei ristoranti: potranno fare così esperienza». Una rimodulazione degli ambienti didattici che si dilatano all’esterno, complice l’emergenza sanitaria. «Mentre nel resto del Paese si discute se mandare in classe i ragazzi, le nostre scuole dimostrano capacità di reinventarsi – sottolinea il presidente Puggelli – Nel caso del Datini, anche gli esterni possono essere funzionali alle attività di somministrazione». —



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