Italia
Morta al pronto soccorso, è stata un'embolia polmonare
Il risultato dell'autopsia sulla salma della donna di Poggio a Caiano che era andata in ospedale per una sciatalgia. Indagini affidate ai Nas
PRATO. E' stata un'embolia polmonare a provocare la morte di Rosa Audia, la donna di 48 anni di Poggio a Caiano deceduta nella serata di lunedì 11 gennaio al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano di Prato mentre aspettava di tornare a casa dopo che i medici l'avevano già dimessa. E' questo l'esito dell'autopsia eseguita giovedì 14 dal medico legale Susanna Gamba, incaricata dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri di esaminare la salma in seguito a un esposto presentato dai familiari della donna.
In base ai risultati dell'esame autoptico, dunque, si sarebbe trattato di una morte improvvisa, provocata da un embolo. E adesso bisognerà capire se si è trattato di un evento imprevedibile oppure se qualcosa poteva essere fatto per impedirlo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.39772365:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2021/01/14/news/va-in-ospedale-per-una-sciatalgia-e-muore-mentre-sta-per-essere-dimessa-1.39772365]]
I familiari, nell'esposto presentato ai carabinieri dagli avvocati Christian Vannucchi e Laura Grillo, hanno raccontato che la donna soffriva da qualche giorno di dolori alla gamba destra e pensava che potesse trattarsi di una lombo-sciatalgia. Per questo nella mattinata di domenica 10 gennaio si era fatta accompagnare in ospedale ed era stata trattenuta nell'area di osservazione, dove le avevano fatto una radiografia al rachide lombo-sacrale e le avevano somministrato un antidolorifico. Sembrava insomma una cosa da nulla, tanto che nella serata di lunedì era stato firmato il foglio delle dimissioni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:1.39778004:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/2021/01/15/news/morta-a-48-anni-l-autopsia-non-ha-chiarito-1.39778004]]
La Procura ha delegato i carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni per le successive indagini sul percorso sanitario della paziente e sulle cure che le sono state praticate, ma al momento non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati. In base a quello che accerteranno i carabinieri, la Procura potrà valutare se le cure sono state appropriate o, in caso contrario, se sarà necessario formalizzare un'accusa (in questo caso di omicidio colposo) per consentire agli indagati di nominare i loro consulenti tecnici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
