Toscana
Sorpreso a vendere eroina prende a morsi un carabiniere
Arrestato dai carabinieri un uomo di 33 anni già protagonista di un centinaio di episodi di spaccio. Dopo la convalida gli è stato imposto il divieto di dimora a Prato
PRATO. È stato sorpreso a spacciare due dosi di eroina ad un consumatore proveniente da Pistoia, ma è stato colto in flagranza di reato dai carabinieri di Montemurlo. La vicenda ha per protagonista un 33enne di origine nigeriana, senza fissa dimora che, vistosi scoperto e per sottrarsi all’arresto, ha aggredito i militari mordendone uno al braccio. L'uomo è stato immobilizzato e arrestato anche grazie all’arrivo di alcune pattuglie della sezione radiomobile di Prato giunte in appoggio. L'episodio è avvenuto giovedì scorso in via Becagli.
L’acquirente si era avvicinato allo spacciatore in auto e, senza scendere, era avvenuto lo scambio tra droga e denaro. Due dosi da 0,60 grammi a fronte della somma in contanti di 30 euro. I successivi accertamenti hanno permesso ai carabinieri di ricostruire almeno un altro centinaio di episodi di spaccio che hanno visto per protagonista lo stesso individuo.
Nell’udienza di convalida di venerdì 15 il giudice ha convalidato l’arresto e, in attesa del processo, gli ha imposto la misura cautelare del divieto di dimora a Prato.
Sulla vicenda è intervenuto il senatore di FdI Patrizio La Pietra: «La notizia si commenta da sola e purtroppo non stupisce in un Paese che pare rinunciatario di fronte alla necessità di colpire l'illegalità e tutelare chi, da mattina a sera, giorno dopo giorno, con grandi sacrifici, rispetta le regole, comprese quelle su cui ci sarebbe da discutere». Interviene così il senatore Patrizio La Pietra dopo la notizia dell'arresto di uno spacciatore da parte dei carabinieri di Prato. «La città è una con il più alto tasso di spaccio di droga – aggiunge il senatore – lo dimostrano gli arresti numerosissimi che vengono fatti dalle forze dell'ordine. Un lavoro, allo stato dei fatti, inutile. Occorre intervenire duramente e stringere quella vite che non consente l'arresto per piccole quantità di stupefacente perché al contrario, è una battaglia impari dove a lottare, senza risultato, sono solo le nostre forze dell'ordine. Non è così che si afferma il sacrosanto diritto di tutti alla legalità e alla sicurezza».
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