Il Tirreno

Prato

la tragedia 

Va in ospedale per la sciatalgia e muore mentre la dimettono

Paolo Nencioni PRATO.
Va in ospedale per la sciatalgia e muore mentre la dimettono

Il marito di una donna di 48 anni residente a Poggio ha presentato un esposto e la Procura ha ordinato l’autopsia per chiarire le cause dell’improvviso decesso

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È andata al pronto soccorso dell’ospedale per una lombosciatalgia e 32 ore dopo è morta mentre aspettava di tornare a casa dopo essere stata dimessa.

Questa la tragica fine di una donna di 48 anni, deceduta nella serata di lunedì all’ospedale Santo Stefano per cause non ancora chiarite. Sarà l’autopsia, disposta ieri dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri a tentare di chiarire che cosa è successo in quelle 32 ore e perché un disturbo apparentemente banale sia sfociato nella morte della paziente.

Il marito della donna, che abita a Poggio a Caiano, tramite gli avvocati Christian Vannucchi e Laura Grillo, ha depositato martedì un esposto ai carabinieri per chiedere che venga fatta luce sulla vicenda.

Nell’esposto vengono ricostruite le ultime ore della quarantottenne, Rosa Audia, madre di famiglia. La donna si è fatta accompagnare al pronto soccorso del Santo Stefano domenica alle 11,30 perché da qualche giorno soffriva di una lombosciatalgia alla gamba destra.

Sembrava una cosa da nulla e la paziente è stata trattenuta in osservazione. Stando all’esposto, presentato dagli avvocati per conto del marito, le hanno fatto una radiografia al rachide lombo-sacrale, le hanno somministrato un antidolorifico e nel tardo pomeriggio di lunedì è stato compilato un referto di dimissione in cui si parla appunto di lombosciatalgia.

Il marito l’ha chiamata per sapere se doveva andare lui a prenderla, ma la donna ha detto che sarebbe stata portata in ambulanza. È stata l’ultima volta che si sono sentiti.

Col passare delle ore il marito ha iniziato a preoccuparsi, ha provato a richiamare la moglie sul telefono cellulare ma non ha ottenuto risposta. Allora si è messo al volante ed è andato in ospedale, dove gli hanno dato la brutta notizia. La moglie era andata in arresto cardiaco e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla.

L’Asl, come è prassi in questi casi, aveva intenzione di eseguire un accertamento diagnostico per capire le cause della morte, ma l’esposto presentato dai familiari ha bloccato la procedura e ieri il sostituto procuratore Lorenzo Gestri ha dato incarico al medico legale Susanna Gamba di procedere all’autopsia, che sarà eseguita domani all’obitorio dell’ospedale di Pistoia (i legali della famiglia hanno nominato il dottor Stefano Pierotti).

Al momento nel fascicolo aperto con l’ipotesi di omicidio colposo non ci sono indagati. È ancora troppo presto per sapere se qualcosa non ha funzionato nelle cure prestate alla donna. In sostanza bisognerà capire se la quarantottenne è stata vittima di un malore che si poteva ragionevolmente prevedere, se la lombosciatalgia era il sintomo di qualcosa di più grave oppure se si è trattato di una tragica fatalità. —



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