La protesta
Boom di positivi nella Rsa Santa Caterina di Prato, ma il vaccino non c'entra
Sono 72 i contagiati tra ospiti e operatori alla Santa Caterina de’ Ricci, 25 dopo aver ricevuto la prima iniezione. La copertura scatta soltanto dopo un mese
PRATO. Sono 47 gli anziani ospiti della casa di riposo Pio Istituto Santa Caterina de’ Ricci, in via San Vincenzo, che sono risultati positivi al coronavirus negli ultimi giorni. E ai quali bisogna aggiungere 25 operatori, per un totale di 72 persone. Una situazione preoccupante e inedita per la struttura, che aveva passato quasi indenne la prima ondata della pandemia.
A questo si aggiunge una suggestione, e cioè che 25 anziani sono risultati positivi dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino Biontech-Pfizer nei primi giorni dell’anno. «Ci siamo chiesti se le due cose sono da mettere in relazione – spiega il responsabile della struttura, Vladimiro D’Agostino – ma sappiamo che non è così».
Una suggestione e solo una coincidenza, appunto, per quanto sappiamo attualmente sul vaccino. Dopo i primi casi di persone risultate positive in Italia successivamente alla prima somministrazione del vaccino, da più parti è stato spiegato che la copertura vaccinale scatta una volta che sono passati sette giorni dalla seconda somministrazione, e siccome tra la prima e la seconda iniezione passano tre settimane, significa che l’effetto del vaccino si può misurare solo dopo un mese. Nessuno stupore dunque se una parte degli ospiti della Rsa di via San Vincenzo sono risultati positivi pur avendo fatto il primo vaccino.
«Semmai quello che ha sorpreso – dice Vladimiro D’Agostino – è la velocità con la quale si è propagato il contagio. Non sappiamo che cosa è successo e stiamo indagando per capirlo». In altri casi si è visto che basta un singolo positivo, in questo caso arrivato dall’esterno, per diffondere il contagio in una struttura chiusa come quella di una casa di riposo. Al momento nessuno degli ospiti versa in gravi condizioni e anche ieri l’Asl ha fatto alcuni tamponi di controllo per capire.
Quello che conforta è che il caso della Santa Caterina de’ Ricci al momento sembra isolato. Nelle altre Rsa più grandi di Prato, dove è iniziata la campagna di vaccinazione, non si è verificata una situazione simile e questo rappresenta una conferma del fatto che, per quanto se ne sa, il vaccino non c’entra nulla.
"Penso - spiega il direttore generale dell'Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese - che gli ospiti vaccinati e poi risultati positivi fossero soggetti che già avevano in incubazione la malattia al momento della somministrazione. E' possibile che gli effetti positivi del vaccino possano manifestarsi con una maggiore velocità di produzione anticorpale e quindi una riduzione dei sintomi. Tutto ciò verrà verificato nei prossimi giorni dal Girot e dall'Usca".
Proprio il fatto che un operatore presentasse sintomi ha fatto scattare i tamponi di controllo il 6 gennaio scorso. I positivi, precisa sempre l'azienda sanitaria, sono tutti paucisintomatici e non necessitano di ricovero. Dal 7 gennaio sono stati presi in carico dai professionisti del Girot della Asl. Gli operatori della Rsa saranno supportati da un infermiere della Asl.
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