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Stop alle file e alla "burocrazia Covid" con la nuova app "Entori”

Fabrizia Prota
Alessandro Rubino e Stefano Lunardo mostrano sul cellulare la nuova applicazione
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Alessandro Rubino e Stefano Lunardo mostrano sul cellulare la nuova applicazione

Lo strumento inventato dai pratesi Alessandro Rubino e Stefano Lunardo agevola i passaggi del tracciamento e delle prescrizioni anti-contagio ed è utile sia ai clienti che agli esercenti e gestori di altre attività

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Lo strumento inventato dai pratesi Alessandro Rubino e Stefano Lunardo agevola alcuni passaggi delle prescrizioni anti-contagio ed è utile sia ai clienti che agli esercenti e gestori di altre attività

PRATO.  I propri dati anagrafici e l’autodichiarazione di non essere a rischio Covid-19 racchiusi in un codice QR sul proprio cellulare. È l’idea alla base di Entori, l’applicazione creata da due pratesi, Alessandro Rubino e Stefano Lunardi, per facilitare esercenti e avventori delle attività che hanno l’obbligo, in base al dpcm del 17 maggio scorso, di tenere un registro di chi entra nei propri spazi: ristoranti e locali ma anche teatri, cinema, aree per concerti ed eventi, palestre o altre strutture sportive quando sarà consentito loro riaprire.

«Organizzando dei concerti la scorsa estate ci siamo trovati in difficoltà a raccogliere in modo cartaceo i dati di tante persone, che intanto aspettavano in fila di poter entrare – spiega Rubino, organizzatore di eventi –  Insieme a Stefano, addetto alla sicurezza, abbiamo quindi pensato a un modo per rendere più facile e veloce la raccolta e sostituire il registro cartaceo, riducendo così anche lo spreco e aumentando l’igiene (toccare tutti la stessa penna e lo stesso foglio non è il massimo)».

L’applicazione è già scaricabile ed è gratuita per i clienti delle attività, mentre gli esercenti per usarla devono acquistare un pacchetto di ingressi (i primi 300 sono gratuiti). Una volta scaricata, ai clienti basterà registrarsi con nome e cognome e scattarsi una foto del volto: quando si vorrà entrare in un esercizio convenzionato poi, cliccando sull’app, verrà generato un codice QR che, scansionato dal gestore, registrerà automaticamente i dati dell'avventore.

«Gli esercenti avranno così un database digitalizzato delle presenze – spiega Lunardi –. Nell’eventualità di un caso di positività al Covid, sarà quindi più facile fornire alle aziende sanitarie informazioni precise per il tracciamento dei contatti».

Ma Entori – che in giapponese significa “ingresso” – ha anche altri vantaggi: tutela la privacy degli avventori, evitando le “sbirciatine” agli altri nomi sull’elenco cartaceo e proteggendo le informazioni con crittografia, e consente di raccogliere dati certi, visto che il profilo di ogni utente è collegato incontrovertibilmente al proprio numero di telefono. «Succede che a volte i numeri vengano scritti male (per intenzione o per sbaglio), mal interpretati o addirittura persi – aggiunge Lunardi –. Così si è certi di avere i dati giusti e al sicuro».

Entori è stato apprezzato dall’amministrazione comunale e Confesercenti. «È una bella idea – ha detto l’assessore Benedetta Squittieri – che risponde sia al bisogno di facilità di accesso ai locali pubblici che a quello della sicurezza». «È uno strumento interessante che va nella direzione della digitalizzazione» ha commentato Ascanio Marradi di Confesercenti Prato.

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