Il Tirreno

Prato

Cambio in giunta: esce Marchi ed entra Bosi, ma Bugetti non ci sta

di Alessandro Formichella
Gabriele Bosi e Lorenzo Marchi
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Gabriele Bosi e Lorenzo Marchi

L'assessore al Turismo (Demos) lascia il posto al segretario provinciale del Partito democratico. La consigliera regionale Bugetti (zingarettiana) critica la scelta: "Ci hanno solo avvertiti, non consultati"

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PRATO. Rimpasto nella giunta comunale di Prato. Domani, 7 gennaio, potrebbe arrivare l'ufficialità del cambio al timone dell'assessorato ai servizi per i cittadini, patrimonio e turismo guidato fino ad ora da Lorenzo Marchi. Al suo posto il sindaco Matteo Biffoni nominerà Gabriele Bosi, segretario provinciale dei Dem, rafforzando così la componente del Partito democratico all'interno dell'esecutivo comunale.

Il rimpasto era in odore da tempo, ma Lorenzo Marchi, avvocato iscritto a Demos-Democrazia solidale, piccola compagine di centro, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione trincerandosi dietro al no comment. La nomina del nuovo assessore comunale Gabriele Bosi, dovrebbe arrivare con atto del sindaco che, senza rimettere in discussione tutte le deleghe, in sostanza rimuove Marchi e mette al suo posto il segretario dei Democratici nelle stesse funzioni precedenti.

Si tratta della prima revoca di una delega di assessorato nella seconda legislatura di Matteo Biffoni. Alla base del cambio di marcia e di persone, ci sarebbe l'insoddisfazione del primo cittadino rispetto al lavoro finora svolto nella guida dell'assessorato ai servizi per i cittadini, patrimonio e turismo, dopo aver più volte chiesto a Marchi un maggior impegno di tempo e presenza. Cosa che a quanto pare, anche per motivi di lavoro, l'avvocato Marchi non sarebbe stato in grado di garantire, così come richiesto dal sindaco. Le voci di corridoio hanno trovato comunque conferma. Domani il cambio sarà formalmente ufficializzato in Comune, facendo ripartire il 2021 e il periodo alquanto complicato della pandemia e della vaccinazione anti-Covid 19 con un nuovo assetto della giunta di Matteo Biffoni.

Anche Gabriele Bosi, assessore in pectore, non ha rilasciato dichiarazioni, rimandando alla nomina ufficiale. Impegnato in politica fin da giovanissimo, prima con i Democratici di sinistra, come segretario della sezione centro storico, poi consigliere di circoscrizione, infine segretario provinciale e membro della segreteria regionale dei Dem, 36 anni, sposato, diventa dunque il nuovo assessore ai servizi per i cittadini, patrimonio e turismo.

Ma la scelta del sindaco non è piaciuta alla consigliera regionale Ilaria Bugetti, esponente della corrente zingarettiana, maggioritaria nel partito, che in serata ha diffuso una nota molto dura. "In merito all’entrata in giunta del Comune di Prato del nostro segretario del Pd provinciale Gabriele Bosi - scrive Bugetti - mi corre l’obbligo di precisare che una tale opzione non è stata condivisa ma solamente comunicata nel gruppo di cui sono una delle referenti provinciali ovvero quello degli zingarettiani. Fatto salvo che il sindaco di Prato ha tutto il diritto e rientra pienamente nelle sue prerogative di selezionare le persone che ritiene più idonee nelle diverse deleghe è altresì vero che, in particolare in un momento delicato come questo, la politica e in particolare il Partito democratico dovrebbero dare un segnale di massima attenzione verso la rappresentanza di tutte le componenti e anime che lo sostengono ed essere di esempio per tutta la società civile nel metodo di scelta dei ruoli di responsabilità. Non vedo motivi per cui il nostro segretario provinciale (che è stato eletto prima dell’ultimo congresso nazionale, quindi in un momento politicamente diverso da quello attuale) dovrebbe dimettersi se non quello della naturale scadenza del suo secondo mandato, cosa che dovrebbe avvenire in autunno. Il rinnovamento e la tenuta del Partito Democratico, a tutti i livelli, passa sempre e comunque, a mio avviso, anche attraverso una reale condivisione dei metodi e delle politiche di scelta della propria classe dirigente".

Insomma, una bocciatura senza appello. "La componente zingarettiana ha vinto un congresso nazionale che anche nella provincia di Prato ha registrato un successo di oltre il 60% dei votanti - attacca Bugetti - e anche nelle ultime elezioni regionali, a Prato la candidata sostenuta dagli zingarettiani è riuscita ad essere rieletta, unica peraltro di tutti i candidati. Tutto questo credo abbia un significato nell’ottica di una ricomposizione dell’unità del partito dopo anni di “rottamazioni” spesso inopportune e ingiuste. Sarà mia cura nei prossimi giorni approfondire la questione all’interno della nostra area e insieme al sindaco Biffoni, con il metodo di condivisione che ci ha sempre contraddistinto".

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