Italia
Nove artisti resistono al virus regalando le loro “missive selvatiche”
Tre piccole opere d’arte racchiuse in un pacchetto sono state distribuite nelle cassette della posta dei pratesi
PRATO. Gli artisti in questo momento di emergenza legato al Covid-19 non possono avere contatti col pubblico e questa mancanza si avverte. Così un gruppo di loro ha deciso di arrivare direttamente nelle case delle persone. Come? Attraverso le “Missive selvatiche”, ovvero un pacchettino, confezionato a mano, recapitato all’interno della cassetta postale e contenente tre oggetti d’arte. «Lo scopo – raccontano dal gruppo – è quello di emozionare, far riflettere, ridere, ballare e anche incuriosire».
“Missive selvatiche” viene considerato un progetto di resistenza artistica, nato dall’esigenza di un gruppo di artisti di condividere il proprio lavoro in un momento di forte disagio, nel quale non è permesso avere contatto con lo sguardo e l’ascolto del pubblico. «Crediamo che l’assenza della cultura, dovuta alla chiusura di spazi di condivisione, non sia un problema solo per gli artisti ma che lo sia anche per il pubblico – spiegano dal gruppo – Senza cultura siamo tutti più poveri. Abbiamo deciso, dunque, di unirci e andare verso coloro che ci mancano e a cui crediamo di mancare. Siamo illustratori, fotografi, musicisti, teatranti, danzatori, poeti e insieme abbiamo imbucato nella cassette della posta di sconosciuti un pacchettino contenente tre oggetti d’arte, accompagnati da una lettera».
I tre oggetti, differenti per ogni missiva, sono: un disegno, una foto e poi una parte testuale. Che può essere una poesia, una canzone, oppure alcuni pezzi tratti da testi teatrale. Le tre opere d’arte, racchiuse all’interno del pacchetto, sono state accompagnate da una lettera con il senso dell’iniziativa che vuole prima di tutto far sentire meno solo il destinatario. Le missive imbucate sono state 200 e le cassette della posta sono state scelte a caso. «Sono quelle – spiega Margherita Nuti del gruppo – che abbiamo incontrato lungo le strade che abbiamo percorso quando abbiamo fatto i postini per un giorno nelle varie zone di Prato».
Il progetto nasce da un'idea di Pamela Maddaleno e Alessia Castellano e il gruppo è formato dai fotografi Pamela Maddaleno, Arianna Sanesi, Daniele Molajoli e Margherita Nuti, dall'illustratrice Alessia Castellano, dal direttore della fotografia David Becheri, dalla cantautrice Valeria Caliandro, dalla poetessa Arzachena Leporatti e dal musicista e musicoterapeuta Mirko Maddaleno. Nel progetto sono coinvolte anche le associazioni Zappa, Teatro Metropopolare, The Loom-Movement Factory.
Un dono natalizio, quindi, quello di “Missive selvatiche” da parte chi vive l’arte in tante sue forme e che anela a tornare a contatto col pubblico quanto prima. Un regalo questo che comunque non vuol dire che l’arte non ha costo ma un modo per essere vicini a chi avverte la mancanza di spettacoli, di incontri con gli artisti, in un momento così difficile. «Se la situazione di chiusura artistica dovesse rimanere ancora – termina Margherita Nuti – vorremmo estendere il progetto anche in altre città, a cominciare dalla nostra regione coinvolgendo altri artisti».
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